Un piccolo esercito di giovanissimi capaci di passare anche più di 7 ore ogni mese navigando tra siti porno. “Sono circa 800 mila i minori italiani appassionati di siti web pornografici, il 6% ha tra i 14 e i 18 anni e il 4% addirittura meno di 13 anni”. Lo spiega Carlo Foresta, endocrinologo andrologo ordinario di Patologia clinica all’Università di Padova, anticipando all’Adnkronos Salute alcuni dei temi di convegno ‘La sessualità multimediale nei giovani: nuove forme e nuove patologie’, in programma a Padova il 27 gennaio (ore 18.00, Sala Rossini del Caffè Pedrocchi).

L’INDAGINE SUGLI ADOLESCENTI ITALIANI
Per ‘censire’ i giovani appassionati di spazi web a luci rosse “abbiamo condotto un’analisi commissionata all’Audiweb della Nielsen. A novembre 2011 erano 27 milioni gli italiani che navigano sul web, e di questi 8 milioni sono appassionati di siti porno. Il 10% ha meno di 18 anni”, dice Foresta. L’indagine svela inoltre che sotto i 13 anni si passano in media 3 ore sui siti porno ogni mese, che diventano 7 ore e mezzo tra i 14 e i 18 anni. “Si tratta nel 75% dei casi di maschi, che assicurano di non temere le molestie online, ma si dicono più preoccupati dalla precocità dei primi rapporti e dal pericolo di contrarre malattie sessualmente trasmesse“, prosegue l’andrologo, che sottolinea come i dati siano stati confrontati con un’altra metodologia di analisi (Ispsos).

L’ATTENDIBILITA’ DEI DATI
“Abbiamo ottenuto lo stesso risultato, con un incremento del tempo passato online”. “Si tratta di un fenomeno preoccupante, anche perché dalle risposte dei ragazzi a una serie di quesiti emerge anche come si sottovalutino i rischi legati alla rete”. I giovanissimi non temono, infatti, eventuali molestie su Internet. “Piuttosto si dicono allarmati dalle possibili conseguenze reali di questo comportamento, come la precocità del sesso e il pericolo di malattie sessualmente trasmesse”, aggiunge Foresta. Che traccia un quadro in cui i giovanissimi cybernauti sembrano tutto sommato gestire senza troppi pensieri la trasmissione di conversazioni e immagini intime attraverso pc e telefonino. “In generale sappiamo che il 35% dei ragazzi italiani dice di ricevere o inviare messaggi hot via cellulare anche a perfetti sconosciuti”.

IL CIBERSEX
Non solo. “Il 17% racconta di aver avuto rapporti intimi con persone conosciute online”. Insomma il vecchio consiglio di non parlare con gli sconosciuti sembra decisamente superato, almeno online. “Emerge un quadro preoccupante, una realtà che spesso sfugge all’immaginario degli adulti”, sottolinea Foresta. E le possibili insidie sembrano molto lontane ai giovanissimi cybernauti. Ma perché i ragazzini italiani sono così tentati dagli spazi hot sul web? “Spiegano di divertirsi, ma dicono anche che Internet li aiuta a superare la timidezza e a conoscere altre persone. C’è anche chi cerca relazioni extra rispetto al rapporto che sta vivendo, e chi un tipo di sesso originale”, conclude Foresta, che nell’incontro di Padova traccerà l’identikit dei giovanissimi alle prese con il cybersex.