Il re degli agrumi? E’ senz’altro il limone (Citrus medica), alberello della famiglia delle Rutacee a portamento cespuglioso, noto e apprezzato in tutto il mondo per i suoi molteplici usi e le sue proprietà medicamentose. E se pensate di sapere già tutto, provate a leggere qui sotto…

LIMONE: I FONDAMENTALI

Originario dell’Asia, il limone è stato introdotto dagli arabi nel bacino del Mediterraneo verso il 1200 e l’Italia occupa il primo posto nella produzione mondiale per le coltivazioni su larga scala in Sicilia, Calabria e Campania. E’ una pianta che preferisce climi caldi e senza forti sbalzi di temperatura; teme fortemente il vento per cui occorre coltivarla in posizione riparata. Il terreno deve essere leggero, concimato abbondantemente con letame e fertilizzanti minerali ricchi di azoto, fosforo e potassio. Necessita di abbondanti irrigazioni nel periodo primaverile-estivo e, se gli inverni sono molto freddi, occorre metterlo al riparo fino alla primavera successiva. Si riproduce per talea o per seme. Le talee si fanno in primavera mettendo nella sabbia dei rami non spinosi di circa 40 cm, lasciando sporgere fuori dal terreno due o tre gemme. Quando la pianta è radicata si invasa in terriccio. Le piante riprodotte per talea sono più delicate di quelle riprodotte per seme. La riproduzione per seme si effettua in marzo, all’aperto, coprendo i semi con 2-3 cm di terriccio. In giugno-luglio si trapiantano le piantine (selvatiche) e dopo alcuni anni si può procedere all’innesto, da effettuarsi quando la gemma è ancora chiusa a una distanza di 50-100 cm dal terreno.

Del limone si utilizzano i frutti e fiori. Avendo la fioritura scalare si raccolgono durante tutto l’anno. Poiché il prodotto fresco è facilmente reperibile, non occorre conservarlo.

UN POTENTE ANTIDOTO CONTRO I VELENI

Chiamato Citrus medica dagli scrittori classici, il limone è l’agrume che vanta il più vasto impiego terapeutico. In tutte le più antiche civiltà, questi frutti freschi e succosi sono stati infatti da sempre molto apprezzati. I greci importavano i limoni dalla Media, contrada asiatica prossima alla Persia, e li usavano per profumare gli abiti e preservarli dalle tarme. All’epoca di Nerone erano già conosciute le proprietà antivenefiche della pianta e sembra che l’imperatore, che viveva nel terrore di essere avvelenato, ne facesse un grandissimo uso. Soprattutto nel mondo arabo il limone è stato lungamente utilizzato come pianta curativa, specialmente nel caso di intossicazioni o di morsi di animali velenosi. Un’antica leggenda araba narra che alcuni malviventi, condannati a morte per mezzo di serpenti velenosi, sopravvissero per aver mangiato, prima dell’esecuzione, molti limoni.

UN AGRUME APPREZZATO DA MOLTI POPOLI

Ma anche in altre culture il limone ha rappresentato un elemento magico-rituale. Gli ebrei erano soliti portare un limone nella mano sinistra durante la festa del tabernacoli, come simbolo di una cosa dolce e profumata da porgere in dono a Dio. I medici cinesi invece lo raccomandavano per le sue proprietà toniche, stimolanti e stomachiche. Infine un’usanza tedesca ripeteva di mettere nella mano del defunto un limone nel quale fossero stati infissi dei chiodi di garofano in forma di croce. Pare che questa usanza riferisse ai tempi dell’epidemia di peste: il limone è infatti considerato un toccasana nella cura delle malattie contagiose.