L’ananas (Ananas sativus), detto anche ananasso, è il frutto esotico per eccellenza. Da qualche anno siamo abituati ad averlo sulle nostre tavole in qualsiasi stagione, ma specialmente in inverno lo si tiene a tavola nelle cene o nei giorni di festa per ricordarci il profumo e il sapore dell’estate. In molti conoscono il suo potere digestivo, ma non tutti sanno che questo frutto era considerato in passato “degno degli dèi”. E allora scopriamo qualche curiosità su questo succoso frutto tropicale…

ANANAS: I FONDAMENTALI

Appartenente alla famiglia delle Bromeliacee, l’ananas è una pianta a portamento cespuglioso, con un fusto grosso, molto raccorciato, rivestito da squame di colore rosa. Le foglie sono raccolte in rosette del diametro di 0,7-1,5 m. Sono lineari, appuntite, dal colore verde argenteo, lunghe da 80 cm circa a 1 m e hanno il bordo arginato da piccole spine. I fiori sono invece molto piccoli, di colore blu, riuniti in spighe ovoidali lunghe 7-8 cm. I frutti, che ben conosciamo, sono carnosi, ovali, con una polpa giallastra molto succosa e profumata.

Originario dell’America meridionale, l’ananas è coltivato in tutti i paesi tropicali per l’esportazione dei frutti. Principalmente viene prodotto in Costa Rica, Costa d’Avorio e Kenya. Pochi sono gli amatori che da noi coltivano questa pianta poiché richiede una serra temperato-calda per alcuni anni. Si possono però fare facilmente piante di appartamento asportando il ciuffo che si trova in cima al frutto; dopo averlo lasciato una decina di giorni all’aria in modo che il taglio si asciughi e non marcisca, si mette a radicare in sabbia per circa 1 mese, tenendo il terreno umido ma senza ristagno. Quando è ben radicato si pianta in 1 vaso di 15-20 cm di diametro con terriccio arenoso (2 parti di terriccio, 1 di sabbia, 1 di torba con terriccio di foglie) e si innaffia poi abbondantemente durante il periodo vegetativo, lasciando asciugare il terreno tra un’innaffiatura e l’altra.

Dell’ananas si utilizzano il frutto e il gambo essiccato. Non essendo una specie coltivata fuori dalla fascia tropicale, si usa il prodotto reperibile in commercio. Il frutto viene commercialmente proposto fresco, come bibita, conservato in barattoli come frutta sciroppata o tagliato a fette e candito. La polvere dei gambi essiccati entra nella composizione di capsule medicinali.

UN FRUTTO DEGNO DEGLI DEI

I primi occidentali che assaggiarono l’ananas ne rimasero affascinati. Il primo in assoluto fu Cristoforo Colombo, al quale l’ananas fu  offerto nel 1493 nell’isola di Guadalupe. Dopo di lui, esploratori spagnoli e portoghesi ne riferirono nelle loro memorie di viaggio. Il mercante e letterato fiorentino Filippo Sassetti lo descrive alla metà del Cinquecento come una grossa pigna dal profumo penetrante, che cresce su una pianta simile al carciofo. Un altro esploratore ne parlò così: “l’ananas è degno di essere accolto dalla sola mano di Venere e di servir da cibo soltanto agli dei”.

LA MODA DELLA COLTIVAZIONE IN SERRA

Alla fine del 17º secolo si iniziò in Europa a coltivare l’ananas in apposite serre. Questa pratica riscosse molto successo soprattutto in Inghilterra e Francia, dove nel Settecento il frutto era fra i preferiti del Re Luigi 15°. Da allora divenne una vera propria moda, e tutti i cortigiani fecero coltivare l’ananas nelle serre del loro giardini. L’usanza si protrasse fino alla metà dell’Ottocento. Ma con il passar del tempo, il miglioramento dei trasporti fece sì che l’importazione dell’ananas -  all’inizio coltivato soprattutto nelle Canarie e nelle Azzorre -  si sviluppasse sempre più rapidamente, dando un duro colpo alla cultura continentale.

UN POTENTE DIGESTIVO

Certo è che ancora oggi l’ananas è uno fra i frutti tropicali più apprezzati. Del resto è molto digeribile e contiene un enzima, simile alla pepsina, che riesce a rendere facilmente assimilabili anche le proteine più complesse, siano esse di carne, di uova o di pesce.