Cure sanitarie sempre più care ed è per questo che molti italiani finiscono per dilapidare i propri risparmi, indebitarsi oppure rinunciare ai trattamenti. È lo spaccato che salta fuori dall’ultimo Rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute sulla sanità pubblica, in base al quale la spesa sanitaria privata degli italiani è salita a 35,2 miliardi di euro.

Oltre dodici milioni di italiani hanno così rinunciato alle cure, con un incremento del 10,9 per cento rispetto alle precedenti rilevazioni. Il boom della spesa sanitaria privata è probabilmente legato anche al fatto che la sanità pubblica, sempre più spesso, non garantisce cure immediate, costringendo, chi può permetterselo, a rivolgersi all’alternativa privata. E così, quasi tredici milioni di cittadini, nell’ultimo anno, ha dovuto affrontare difficoltà economiche per affidarsi alle cure dei medici privati: di questi 7,8 hanno impiegato tutti i propri risparmi oppure si sono indebitati con banche/parenti/amici; i restanti 1,8 sono entrati nell’area povertà.

Una spesa, quella per le cure mediche private, destinata anche a crescere nei prossimi anni. Se oggi pesa per circa 580 euro pro-capite, nei prossimi dieci anni la stessa potrebbe toccare quota 1000 euro pro-capite. La soluzione per evitare di indebitarsi e di entrare nella soglia di povertà potrebbe essere quello di puntare a formule assicurative sociali integrative, modello che ad esempio è stato adottato in Francia.

Tornando ai dati forniti dal Rapporto, si stima che il 74,5 per cento delle persone a basso reddito e il 15,6 per cento delle persone benestanti abbiano avuto difficoltà economiche in seguito al pagamento di spese sanitarie private. Il dato è del 51,4 per cento delle famiglie quando all’interno vi si trova una persona non autosufficiente.