Nel mondo sono attualmente in corso numerosi studi volti a valutare la correlazione tra bassi livelli di Vitamina D e depressione. Seppur non si sia ancora giunti a risultati univoci, è evidente come l’ipovitaminosi D sia molto frequente tra le persone che soffrono di questa patologia, tanto da supporre che, in particolare in soggetti predisposti o vulnerabili, un basso livello di Vitamina D possa fungere da concausa nello sviluppo di depressione.

La vitamina D agisce infatti sul gene TPH2 e trasforma il triptofano in serotonina (nota come ormone della felicità), attivando inoltre la produzione di ossitocina e vasopressina, ormoni fondamentali non solo per le reazioni bio-chimiche che avvengono nell’organismo, ma che sono in grado di influire significativamente anche sul comportamento e le emozioni. La Vitamina D si presenterebbe così come il più potente antidepressivo naturale, in grado agire positivamente sul tono dell’umore, aiutando nella cura di ansia, attacchi di panico, disturbo affettivo stagionale e depressione maggiore, nonché nella prevenzione verso tali disturbi.

Per capire se si soffre di una carenza da Vitamina D, è sufficiente un semplice esame del sangue, verificando il valore 25(OH)D: se questo è al di sotto dei 21 ng/ml, allora è in atto una carenza. I livelli di Vitamina D non dovrebbero infatti scendere al di sotto dei 30 ng/mL (livello standard); al contrario, andrebbero mantenuti tra i 50 e gli 80 ng/mL (livello ottimale). In caso di pazienti con evidente carenza, sarebbe quindi opportuno ricorrere ad un integratore con dosaggio giornaliero compreso tra i 400 e i 10.000 IU, associato ad un’adeguata esposizione solare e ad una dieta che comprenda fonti naturali di Vitamina D. Attraverso l’esposizione al sole, la pelle è infatti in grado di sintetizzare questa vitamina (bastano 20-30 minuti al giorno), mentre alimenti quali pesce, latte, uova e funghi, ne sono particolarmente ricchi.

Sebbene la medicina tradizionale sia oggi in grado di curare efficacemente la depressione, affiancare i medicinali ad uno stile di vita sano e a giusti consigli nutrizionali, si rivelerebbe quindi importante per migliorare lo stato di salute e di resistenza allo sviluppo della malattia.