Le apnee notturne sono un disturbo che spesso si tende a non prendere troppo in considerazione. Chi ne soffre, durante il sonno, tende a smettere di respirare anche per pochi preziosissimi istanti. Ciò provoca, quindi, una serie di disturbi più o meno importanti che possono arrivare a compromettere anche in modo piuttosto pesante la vita di una persona. Dall’alzarsi spesso di notte fino ad un mal di testa che tende a scomparire da solo nel giro di circa due ore da quando ci si alza al mattino, il fenomeno delle apnee notturne non può essere sottovalutato quindi, e occorre affidarsi a professionisti che sappiano indicare le giuste terapie.

Il fatto che non tutti coloro che soffrono di apnee notturne si rendono conto di cosa li abbia colpite viene avvalorato dai numeri statistici: si calcola infatti che almeno due milioni di persone, in Italia, soffrano di questo disturbo ma che solo trecentomila al massimo si siano rivolti ad un medico per seguire i trattamenti.

Chi decide di affrontare la situazione, nella speranza di riposare e vivere meglio, spesso si scoraggia quando arriva il momento di utilizzare la Cpap, ossia la mascherina che si indossa di notte e che consente al respiro di non interrompersi. A questo proposito, sembra proprio che la soluzione a questo problema sia quella di utilizzare maschere di dimensioni più ridotte. Farlo consente al paziente di adattarsi e accettare meglio tale trattamento: la maschera più piccola appare meno ingombrante e la terapia, proseguita come richiesto e non interrotta, appare certamente più efficace.