Ultimamente si torna a parlare, qui e là, dei casi di influenza aviaria che provocano lo sterminio dei polli di massa (in realtà succede lo stesso, solo che i cadaveri li mangiano gli uomini… per i polli cambia poco). Ad un vegetariano o un vegano, la notizia passa di solito in sordina: pensi che in fondo la cosa non ti riguarda, TU i cadaveri dei polli non li mangi, né che fossero “sani” né che fossero malati. Ma grazie a queste malattie sempre più persone – per alcuni periodi – scelgono di non mangiare più carne di pollo ove possibile, e così si avvicinano alle alternative vegetariane che al pollo somigliano. Ovvero: il seitan.

CHE COS’E’ IL SEITAN?

Il seitan è un alimento altamente proteico (18%) e che contiene pochi grassi (1,5%), ricavato dal glutine del grano di tipo tenero o farro o khorasan. In commercio ne esistono di vari tipi, da quello al naturale a quello alla piastra, affettato sottilmente come antipasto, oppure affumicato.

COME SI CUCINA IL SEITAN?

Chissà perché i nuovi adepti al mondo vegetariano e vegano pensano che il seitan sia una cosa difficile da cucinare… Ci sono passata anch’io per questa fase di impaccio nel non sapere bene che cosa stessi cucinando (quasi fosse una strana arma letale), poi col tempo mi sono accorta che il limite era solo mentale: basta pensare che il seitan somiglia davvero per consistenza alla carne di pollo, e che la carne di pollo – essendo roba morta con il sapore tipico della roba morta – va insaporita. Il sapore, insomma, non lo dà la carne, ma il condimento che la accompagna. Allo stesso modo della carne, il seitan fornisce la consistenza, e sta a noi poi sbizzarrirci con le ricette. Quali ricette?

MILLE RICETTE CON IL SEITAN

Facile. Basta prendere tutte le ricette note del pollo e sostituire la carne con il seitan. Così possiamo semplicemente rosolarlo in padella con un filo d’olio e un rametto di rosmarino (se volete lo potete arricchire con un po’ di aceto balsamico o di salsa di soia), cucinarlo a fettine sottili come una scaloppina al limone, oppure cucinarlo alla cacciatora. Possiamo tritarlo per farne polpette al sugo di pomodoro, oppure cuocerlo in padella con i peperoni. Ma, ancora, il seitan è buonissimo anche arrosto, impanato come una cotoletta alla milanese, alla spagnola o anche con il riso e il curry, secondo la tradizionale ricetta etnica indiana… Insomma, che sia al latte di cocco o alla messicana, oppure semplicemente cotto al forno nel sale, il seitan vi toglie dall’impiccio di mangiare un cadavere dalla dubbia provenienza, ed è lì bell’e pronto per essere cucinato.

Se però pensate di aver bisogno di qualche aiuto, vi darò io qualche ricetta riconvertita… vedrete che è più facile di quanto sembra e la differenza si sente tutta in salute ed energia (sollevatevi: non state mangiando un cadavere imbottito di antibiotici). Nei prossimi giorni cominceremo con un delle buonissime scaloppine al limone di seitan.