Con la crisi che stiamo vivendo in questo momento fare la spesa diventa un’impresa sempre più ardua. I prezzi degli alimenti sono lievitati, mentre le possibilità economiche sono sempre meno.

E, ovviamente, si corre il rischio di mettere nel carrello prodotti di scarsa qualità che incidono profondamente sul nostro stato di salute.

A dirlo sono  Marialaura Bonaccio e Giovanni de Gaetano, ricercatori della Fondazione “Giovanni Paolo II” dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Campobasso, che hanno svolto un’indagine sulle abitudini alimentari degli italiani in questi ultimi anni e hanno pubblicato i risultati nel libro “La dieta mediterranea ai tempi della crisi”.

Secondo i due ricercatori, che hanno analizzato lo stile di vita di 13.262 italiani di età media di 53 anni, il reddito influisce in maniera sostanziale sulle abitudini alimentari e, la contrazione di questo, sta mettendo seriamente in pericolo la possibilità degli italiani di accedere a quei cibi sani e salutari, come l’olio d’oliva e i cereali, che sono alla base della dieta mediterranea.

In modo particolare sono a rischio le persone a basso reddito (fino ai 25.000 euro annui) che mettono nel loro carrello carni precotte, margarina, grassi animali e alcolici, il che li porta

il sovrappeso e induce alla lunga patologie cardiovascolari, artrosi, diabete e tumori.