Cresce il numero di farmaci consumati dagli italiani: questo secondo quanto emerso dal rapporto OsMed curato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e presentato dal direttore generale, Luca Pani, alla presenza del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a Roma nella giornata del 26 gennaio.

Secondo questo nei primi nove mesi del 2014 è stata registrata una crescita, seppur lieve, delle confezioni di medicinali acquistati dagli italiani superando l’1,3 milioni – con classe di rimborsabilità A e C – con una media, quindi, di circa 2 confezioni a testa.

I dati

Il maggior utilizzo di questo farmaci è stato registrato specialmente nel Centro-Sud con il Lazio al primo posto – per dosi medie giornaliere ogni mille abitanti -, Calabria al secondo e a seguire Puglia e Sardegna.

I livelli più bassi sono stati registrati invece nella Provincia Autonoma di Bolzano (con 764,6 dosi medie giornaliere ogni mille abitanti) e ancora Liguria, Lombardia e Veneto. A ridurre i consumi invece ci pensa la Sicilia, con un -3,6% rispetto allo stesso periodo del 2013.

Secondo i dati emersi sempre nei primi 9 mesi del 2014 sarebbe stato evidenziato invece un calo del 4% dei farmaci antibiotici, rispetto allo stesso periodo del 2013. Questo è stato registrato in particolar modo in Liguria – con un calo del 7,8% – e ancora Toscana (-7%) e la Provincia Autonoma di Bolzano con il -6,8%.

Per quanto riguarda i costi, invece, la spesa farmaceutica nazionale totale è risultata pari a 19,9 miliardi di euro e, di questi, il 75,6% sarebbe stato rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale.

I farmaci

Tra i farmaci più richiesti e al primo posto per il consumo rimangono stabili al primo posto i cardiovascolari, seguiti a loro volta dagli antineoplastici e immunomodulatori. A loro volta, tra i prescritti in regime di assistenza convenzionata ci sono anche gli ACE- inibitori e ancora sartani e statine.

La seconda categoria più prescritta resta quella per l’apparato gastrointestinale e metabolismo, con al quarto posto i farmaci per il sistema nervoso centrale, mentre gli inibitori di pompa acida rimangono al primo posto per la quantità prescritta e la sua spesa. Al terzo e al quinto posto per la spesa complessiva si collocano invece i farmaci per il sangue e gli organi emopoietici, gli antiaggreganti emopoietici, l’acido folico e i suoi derivati rimangono invece rispettivamente i più prescritti nelle farmacie, mentre le eparine rimangono al primo posto in termini di spesa.

Tra gli individui che soffrono di diabete aumenta l’erogazione da parte delle strutture pubbliche mente al contrario diminuisce l’erogazione dell’assistenza convenzionale per quanto riguarda gli inibitori della dipeptidil-peptidasi 4 e ancora le insuline ad azione lunga, i biguanidi e sulfonamidi in associazione.

Gli antidepressivi risultano essere la categoria più utilizzata nel regime di assistenza convenzionata, specialmente gli inibitori selettivi della ricapitazione della serotonina (SSRI), mentre tra i farmaci antidolorifici ad azione centrale aumentano i consumo di alcaloidi naturali dell’oppio e altre categorie di oppiacei.

Uso inadeguato dei farmaci

Un campanello d’allarme tuttavia arriva da alcune analisi dei dati OsMed: grazie a questi si può verificare ancora un uso inadeguato di alcuni farmaci specifici per curare ulcera, esofagite e antidiabetici, mentre ricorda Pani “Per quanto riguarda l’aderenza ai trattamenti farmacologici, ampi margini di miglioramento riguardano sia gli antidepressivi che i farmaci per i disturbi ostruttivi delle vie respiratorie.” Quest’ultimo, tuttavia, rimarrebbe ancora basso: nel caso della Bpco solo il 13% dei pazienti seguirebbe la cura alla lettera portandola a termine in maniera adeguata.

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