Una sera di qualche anno fa venni invitata ad una cena tra amici, a Londra, in quelle occasioni in cui ciascuno porta qualcosa. Sulla tavola c’erano delle ciotoline con dell’olio molto denso e fette di pane francese, che la mia amica Halima aveva preparato. Halima, come molti francesi che vivono a Parigi, ha origini marocchine. Alla sorprendente bontà di quell’olio lasciato sgocciolare sul pane e dal sapore vagamente speziato, non potei che chiederle di che olio si trattasse. “Olio di Argan“, mi disse, “prodotto dai miei nonni in Marocco”.

Restai sorpresa. Fino ad allora sapevo che l’olio di argan viene usato come ingrediente – ormai in modo massiccio – nella cosmetica naturale, e non avevo mai pensato che nella tradizione marocchina, invece, fosse innanzitutto un olio alimentare, una delizia che – a mio parere – resta insuperata a paragone del migliore di altri olii pregiati.

OLIO DI ARGAN, L’OLIO D’ORO

L’olio di argan è una materia prima rara e preziosa: basti pensare che per produrne mezzo litro sono necessari circa 50 chili di bacche. Utilizzato in migliaia di ricette della tradizione alimentare marocchina (una su tutte, l’amlou beldi, merenda tipica dei bambini a base di crema di mandorle e miele), l’olio di argan è inoltre uno degli ingredienti di base della farmacologia naturale berbera come rimedio per lenire le scottature, schiarire il disegno scuro delle cicatrici ed attenuare i dolori reumatici.

In luoghi aridi e ventosi come lo è il Marocco, inoltre, l’olio di argan è un vero toccasana per la pelle e i capelli: contiene quantità elevatissime di Omega-6, flavonoidi e tocoferoli, che hanno l’effetto di rivitalizzare la pelle e le sue funzioni vitali.

L’IMPIEGO DELL’OLIO DI ARGAN NELLA NOSTRA COSMETICA

Assodata l’efficacia dell’olio di argan nei prodotti cosmetici che ormai sono ampiamente disponibili anche da noi, è lecito interrogarsi sulle modalità di approvvigionamento di quest’olio per un impiego commerciale di prodotti di bellezza. Sicuramente preferire prodotti erboristici dalla diffusione locale o comunque limitata alla piccola distribuzione è una buona regola. Di norma le case erboristiche italiane acquistano l’olio dalle cooperative marocchine – famose sono quelle dell’area di Tamanar. Questo non significa però che chi produce l’olio sia ben remunerato. Cercare una certificazione in questo senso è difficile: la cosa migliore da fare è chiedere informazioni ai produttori, oppure cercare un contatto diretto con le cooperative marocchine per ottenere il prodotto senza raffinamento cosmetico. Usato puro può essere facilmente impiegato per pelle, capelli e alimentazione, proprio come fanno i locali, ottenendone i maggiori benefici e senza sprechi.