L’efedrina è una sostanza alcaloide estratta dalle piante del genere Ephedra e classificata come “stimolante del sistema nervoso centrale”. Strutturalmente simile all’amfetamina, agisce riducendo la sensazione di fatica e aumentando la vigilanza; viene infatti ricercata per ottenere miglioramento della concentrazione, della prestazione atletica, soppressione dell’appetito e rapido dimagrimento. In passato era inoltre spesso utilizzata per il trattamento di asma e ipotensione, mentre in oculistica è impiegata come farmaco midriatico (per indurre la dilatazione della pupilla).

Assunta per via orale, l’ efedrina agisce a livello periferico e centrale, provocando vasocostrizione, aumento della pressione sanguigna, della forza, della frequenza cardiaca e broncodilatazione. Per effetto di un’iperattività simpatica, la sostanza induce inoltre inappetenza, insonnia, riduzione del senso di fatica e un continuo stato di allerta. Ciò fa si che l’ efedrina sia spesso richiesta da atleti e soggetti che intendono perdere peso.

E’ però doveroso sottolineare che l’assunzione di efedrina può comportare gravi effetti collaterali: le cellule miocardiche vengono infatti sottoposte a grave sforzo, l’inappetenza può sfociare in anoressia, mentre l’insonnia può trasformarsi in condizione cronica, che permane anche dopo la sospensione del trattamento, con conseguenti stati di spossatezza, ansietà, nervosismo e persino episodi depressivi.

L’utilizzo concomitante di efedrina ed altri stimolanti, quali caffeina o anfetamine, amplifica inoltre gli effetti collaterali, fino a mettere a dura prova il sistema nervoso e cardiovascolare, con possibili aritmie e disordini cerebrovascolari, anche di notevole entità.

A seguito dell’assunzione di efedrina, si segnalano sintomi quali vertigini, mal di testa, problemi gastrointestinali, tremori, tachicardia e, sebbene con minore incidenza, allucinazioni ed episodi psicotici. L’ efedrina può inoltre generare dipendenza, circostanza in cui si osserva la comparsa di sindromi depressive, caratterizzate da fasi alterne di eccitamento e  profonda sedazione, con ricorrenti pensieri suicidari.

Particolarmente a rischio risultano poi i soggetti che soffrono di problemi cardiaci, malattie tiroidee e diabete, casi in cui l’assunzione di tale sostanza potrebbe risultare addirittura fatale. L’aumento della pressione sanguigna può infatti causare ictus cerebrale o un infarto cardiaco.

A causa dei numerosi effetti collaterali, la vendita di efedrina senza ricetta medica è ritenuta illegale in Italia, mentre dal 2 dicembre 2015 è in vigore il decreto dell Ministero della Salute che vieta di prescrivere ed eseguire preparazioni magistrali contenenti il principio attivo a scopo dimagrante per “possibili  effetti nocivi sulla salute delle persone”. Per quanto riguarda invece gli Usa, la vendita di prodotti contenenti derivati dell’efedra è vietata già dal 2004.