Il bendaggio gastrico è un intervento di chirurgia bariatrica che permette di limitare la quantità di cibo ingerito attraverso un’azione di tipo meccanico. Si tratta infatti di un’operazione che si può effettuare al fine di perdere peso (fino al 50% del totale), in caso di obesità patologica.

L’intervento consiste nel posizionamento un anello in silicone regolabile nella parte superiore dello stomaco, così da creare una tasca gastrica di dimensioni ridotte e comunicante con il resto dello stomaco attraverso un piccolo orifizio di svuotamento. L’anello che va a creare la strozzatura viene fissato al fondo gastrico in modo da evitare scivolamenti, mentre un piccolo serbatoio sottocutaneo, collegato all’anello tramite un sottile catetere, permette di regolarne il diametro aggiungendo o sottraendo soluzione salita. In questo modo il medico può intervenire gonfiando o sgonfiando l’anello di silicone, così da modificando il diametro dell’orifizio di svuotamento, fino al raggiungimento del peso ponderale desiderato.

Lo scopo dell’intervento è infatti quello di favorire l’anticipazione del senso di sazietà e riempimento gastrico, riducendo di conseguenza la quantità di cibo introdotto.

L’intervento viene eseguito in laparoscopia e non richiede né tagli né punti, riducendo significativamente il rischio di complicanze chirurgiche. Il tempo di recupero dopo l’applicazione del bendaggio è inoltre molto rapido: l’intervento può essere eseguito in regime di day surgery e il paziente può tornare alle sue normali attività nell’arco di una settimana.

Si tratta dunque di una procedura completamente reversibile (in quanto lascia intatta l’anatomia dell’apparato digerente) e piuttosto sicura (mortalità operatoria stimata intorno allo 0,1%). Come ogni intervento, anche il bendaggio gastrico non è tuttavia completamente esente da rischi. Le più comuni complicanze riguardano lo slittamento o spostamento dell’anello o del serbatoio di regolazione (eventualità che interessa circa il 7% dei casi); si può inoltre assistere alla comparsa di frequenti nausee o episodi di reflusso e vomito, come è anche possibile che si verifichino dolori, ulcerazioni, infezioni, emorragie o perforazione della parete gastrica, tuttavia si tratta di complicazioni rare, riscontrate in medi solo nel 2% dei casi.