Se fino ad ora poteva sembrare una di quelle leggende metropolitane, adesso arriva la conferma: correre, infatti, non solo aiuta a tonificare il proprio corpo e tenersi in forma, ma aiuta anche a schiarire e liberare la mente, trovando una certa “chiarezza cognitiva”.

Come riportato dal New York Magazine ci sarebbero voluti circa 30 anni di studi nell’ambito della neuroscienza per trovare una risposta circa la connessione tra esercizi aerobici e il pensiero cognitivo, ma finalmente è arrivata una risposta. Gli esperti, infatti, hanno rivelato come solamente trenta o quaranta minuti di “vigorosa” attività aerobica può andare ad alleviare tutta quella serie di pensieri che ci affliggono giornalmente: questo perché durante una corsa nascono nuovi neuroni e aumenta il flusso di sangue nelle regioni del cervello coinvolte con l’apprendimento e le emozioni, l’ippocampo.

“Se stai facendo esercizi e sudi  per almeno 3 o 40 minuti” ha spiegato il Presidente dell’American Academy of Clinical Neuropsychology, Karen Postal, “nascono nuove cellule cerebrali, che per casualità succede in quell’area della memoria”. Come se non bastasse lo studio ha sfatato un altro mito, ovvero che, con il passare degli anni e con l’invecchiamento, il cervello non riesce più a produrre neuroni.

Altri studi, invece, avrebbero notato un aumento del flusso sanguigno nella parte frontale del cervello, coinvolto nella concentrazione, pensieri lucidi e pianificazioni delle proprie attività: una regione, questa, che è stata associata anche con la regolazione delle emozioni, come spiegato da uno studio condotto dall’Università di Harvard.

Questo, in particolare, ha scoperto come un esercizio aerobico intenso non fosse in grado di prevenire un aumento di tristezza legata a un successivo fattore di stress: i risultati hanno suggerito che, però, lo stesso potrebbe aiutare le persone a riprendersi. Durante lo studio i ricercatori hanno mostrato a un gruppo di 80 individui la scena finale de Il Campione (1979) che vede protagonista l’allora piccolo Rick Schroder nei panni di T.J. e definita come “sicuramente strappalacrime”. Prima della proiezione, però, ad alcuni dei presenti è stata fatta fare un’attività fisica di 30 minuti, mentre altri hanno svolto – per lo stesso periodo di tempo – degli esercizi di stretching.

Dopo aver guardato la clip strappalacrime è stato chiesto loro quanto la stessa li avesse rattristati: dai dati è emerso che i partecipanti che hanno segnalato difficoltà di concentrazione o si sono sentiti sopraffatti dalle loro emozioni erano meno influenzati dai sintomi dopo aver praticato dell’esercizio aerobico. Come se non bastasse negli stessi è stata segnalata meno tristezza a fine studio rispetto a coloro che non hanno praticato esercizio fisico.

Un altro effetto legato ad una lunga corsa, oltre a una memoria migliore e una chiarezza della mente, sarebbe quello della “noncuranza”: in questa cerchia viene incuso l’essere risucchiati nel vortice dei propri pensieri e sognare ad occhi aperti, definiti importanti per il proprio benessere.