Il corpo luteo (CL) è una ghiandola endocrina temporanea che si produce ciclicamente nell’ovaio femminile durante l’età feconda. La formazione del corpo luteo avviene durante la fase luteinica del ciclo mestruale: ogni mese, quando la rottura di un follicolo provoca la fuoriuscita di un ovulo maturo, le cellule della granulosa rimaste sull’ovaio iniziano ad accumulare proteine, lipidi e un pigmento carotenoide (luteina), fino a sviluppare una ghiandola la cui funzione principale è quella di produrre progesterone e, in quantità minori, estrogeni, ormoni necessari per l’impianto dell’eventuale uovo fecondato e che producono un effetto inibitore su ipotalamo e ipofisi, arrestando l’ovulazione da parte di altri follicoli. Il progesterone prodotto dal corpo luteo andrà a nutrire l’endometrio (mucosa che riveste internamente l’utero), inspessendolo e rendendo così l’utero idoneo all’accoglienza della cellula fecondata.

Se l’ovulo non viene fecondato, il corpo luteo sopravvive per 14 giorni, quindi va incontro ad una rapida degenerazione (luteolisi), cui segue l’arresto della secrezione di progestinici, lo sfaldamento dell’endometrio e la comparsa delle mestruazioni, a segnare l’inizio di un nuovo ciclo.

Se invece l’ovulo viene fecondato e si impianta nell’utero, il tessuto trofoblastico dell’embrione inizia a secernere gonadotropine corioniche, ormone che arresta il processo di degenerazione del corpo luteo e, al contrario, lo stimola a crescere, assicurandone la permanenza peri i primi 2-3 mesi di gravidanza, ovvero fino a quando non si sarà formata la placenta, che subentrerà ad esso nella secrezione di progesterone. Nel frattempo sarà quindi proprio il corpo luteo a permettere il proseguire della gravidanza. Solo con la completa formazione della placenta, intorno alla fine della  sedicesima settimana, il corpo luteo gravidico inizierà quindi a regredire, andando incontro a fenomeni di atrofizzazione.

 La funzione di questa ghiandola è talmente importante sia per il concepimento che nel progredire delle prime fasi della gravidanza, che eventuali suoi malfunzionamenti possono comportare impossibilità di concepire o aborti spontanei nelle prime settimane di gestazione.