Detto anche “prezzemolo cinese” o “erba cimicina”, il coriandolo (Coriandrum sativum) è una pianta erbacea annuale, originaria dei paesi del Mediterraneo orientale e appartenente alla stessa famiglia del cumino, dell’aneto, del finocchio e, per l’appunto, del prezzemolo.

Seppur la sua profumazione ricordi a qualcuno quella delle cimici (cui lo stesso nome  rimanda), questa spezia dalle fragranze intense e decise vanta una lunga storia, sia per in campo medico che culinario. Foglie e semi vengono da secoli usati per aromatizzare svariate pietanze, mentre i semi, in particolare, trovano largo impiego in fitoterapia.

Il coriandolo si presta molto bene per insaporire zuppe e minestre, legumi, carni, pesce e verdure, ma anche come aroma per liquori e digestivi (come il Ratafià e lo Chartreuse). E’ poi parte integrante della miscela per preparare il curry e il masala e largamente utilizzato nella cucina orientale. Il suo è un tocco che risulta infatti sempre delicato, esaltando i cibi senza coprirne il sapore.

Grazie alle sue proprietà, il coriandolo è inoltre apprezzato per favorire la digestione e l’infuso che se ne ricava è un  vero toccasana per lo stomaco. Questa spezia possiede infatti proprietà carminative, antispasmodiche e stomachiche; è quindi un buon rimedio contro coliche e crampi addominali (grazie all’attività antispastica esercitata sulla muscolatura liscia del tubo digerente), difficoltà digestive, gas intestinali e gonfiore addominale. Il suo effetto stimolante attenua inoltre il senso di fatica, combatte l’inappetenza e lo rende un ottimo tonico per l’attività cerebrale e per il sistema nervoso. Ma il coriandolo funge anche da antibatterico, fungicida e detossificante, mentre l’olio essenziale che se ne ricava è considerato nella medicina popolare un ottimo rimedio per reumatismi e dolori articolari.

L’alto contenuto di oli essenziali e vitamine lo rende poi un buon antiossidante, influendo positivamente sulla degenerazione dei tessuti, soprattutto del fegato. E’ inoltre ricco di fibre e minerali come ferro, manganese e fosforo.

Il coriandolo è reperibile nelle diverse forme:

  • Grani: per insaporire pietanze o aggiunti ai pediluvi per eliminare il gonfiore di piedi e caviglie.
  • Infuso: perfetto per combattere mal di testa, emicranie e favorire la digestione, oppure da aggiungere all’acqua della vasca per un effetto stimolante e attenuare il senso di fatica.
  • Olio essenziale: aiuta a combattere problematiche della pelle quali eczemi e psoriasi; è soventemente utilizzato per la profumazione di cosmetici e lo si può anche aggiungere all’acqua della vasca per un bagno dall’effetto rinfrescante.
  • Estratto secco: utilizzato per la preparazione di tisane che favoriscono il metabolismo e la digestione dei carboidrati. Mettere in infusione un cucchiaino di coriandolo secco in acqua bollente per 5 minuti. Quindi filtrare e bere.
  • Tintura madre: vi si può realizzare un “tè al coriandolo” aggiungendo 20 gocce in una tazza d’acqua bollente, da assumere in caso di mal di testa, o altri sintomi in forma acuta (anche dolori articolari); altrimenti utilizzare per uso topico.

Nonostante contribuisca al benessere dell’intero organismo, il coriandolo risulta tuttavia controindicato in presenza di calcoli o gastroenterite e può interferire con farmaci ad azione neuro stimolante, esaltandone gli effetti. A dosi elevate può inoltre causare problemi nervosi, gastrointestinali e a carico dei reni. Non eccedere nel suo utilizzo.