Le cellule staminali sono cellule ‘immature’, non ancora differenziate, in grado cioè di replicarsi e trasformarsi in cellule specializzate attraverso un processo denominato ‘differenziamento cellulare’, dando così origine alle cellule che costituiscono i diversi organi ed apparati del corpo (sangue, ossa e organi). Le cellule staminali sono presenti in grandi quantità nel sangue del cordone ombelicale e in quello placentare. La loro conservazione è oggi una pratica sempre più diffusa, sulla quale tuttavia regna ancora non poca confusione.

La conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale avviene presso specifiche banche, dove i campioni vengono congelati criogenicamente, rimanendo disponibili fino a 20 anni. La conservazione può essere fatta a uso autologo, ovvero ad uso esclusivo del donatore o di un suo  consanguineo, o per uso eterologo, donando cioè il sangue placentare per aiutare chiunque ne abbia bisogno e risulti compatibile. Esiste poi una terza opzione, definita ‘donazione dedicata’ che permette di destinare il cordone al neonato o a un consanguineo, laddove in famiglia siano già presenti casi di malattie genetiche o un altro figlio malato. In questo caso, come anche per la donazione eterologa, le spese di conservazione sono a carico del Sistema Sanitario Nazionale. L’uso autologo delle staminali è invece proibito in Italia, sia perché nel nostro quadro normativo il sangue è considerato un bene pubblico, sia in ragione del fatto che i dati ad ora disponibili dimostrano come l’uso autologo non sia fondamentalmente utile per il donatore. Se un bimbo dovesse ammalarsi di leucemia, per esempio, l’utilizzo delle sue stesse cellule sarebbe infatti inopportuno, poiché potenzialmente già ‘difettose’. Per chi volesse comunque conservare le staminali ad uso autologo, esistono numerose Banche di Crioconservazione estere che forniscono tale servizio a pagamento.

Le malattie per le quali le cellule staminali emopoietiche (cioè del sangue) si rivelano oggi efficaci sono: leucemie, linfomi, talassemie, disturbi del sistema immunitario, malattie metaboliche e, più in generale, quelle patologie per cui si rende necessario un trapianto di midollo. Ad oggi sono circa 50mila i nuovi pazienti che ogni anno nel mondo cercano un donatore compatibile, e 5mila di loro hanno specificamente bisogno di staminali cordonali. La comunità scientifica internazionale raccomanda quindi la donazione per uso eterologo delle cellule staminali contenute nel sangue del cordone ombelicale, così che possano essere a disposizione di tutti e, se un giorno ne dovessimo avere bisogno, anche di noi stessi e dei nostri bambini.

Diverso il discorso meritano invece i casi cui in famiglia ci sia un bambino malato o precedenti casi di malattie genetiche. La donazione dedicata risulta in questo caso una scelta fortemente consigliabile in quanto è proprio tra fratelli che la ricerca di un donatore compatibile trova la maggior probabilità di successo. Le staminali cordonali si rivelano in questi casi una preziosa riserva biologica per l’intera famiglia.