Il tumore alla prostata potrebbe essere prevenuto grazie a bassi dosaggi di acido acetilsalicilico. Quest’ultimo sarebbe in grado di far abbassare il rischio di ammalarsi almeno del 60 per cento. A rivelarlo è stato uno studio coordinato dalla Società Italiana di Medicina Generale (SIMG).

Lo studio, che ha basato i risultati sull’osservazione di dati raccolti nel corso del tempo, avrebbe rilevato come una cura a base di aspirina, a basso dosaggio, seguita per un lungo periodo e con una frequenza d’impiego piuttosto importante nell’arco di una settimana, avrebbe comportato una sorta di effetto protettivo contro il tumore alla prostata. L’effetto più immediato ed evidente sarebbe stato appunto quello di far abbassare il rischio di contrarre la patologia oncologica.

In termini di dati numerici, l’abbassamento del rischio di ammalarsi di tumore alla prostata sarebbe pari ad un minimo del 40 per cento e ad un massimo del 60 per cento. I dati riscontrabili dopo un anno di terapia che abbia previsto un’assunzione di almeno tre dosi settimanali comporterebbe infatti un calo del 40 per cento del rischio; dopo cinque anni il calo sarebbe addirittura del 60 per cento.

A conclusione di tutto questo studio, si è dunque arrivati a capire che molto probabilmente assumere bassi dosaggi di aspirina potrebbe mettere a riparo dal rischio di ammalarsi di cancro alla prostata almeno un uomo ogni due. Una percentuale non di poco conto, se si calcola che questo tipo di patologia oncologica è una delle più diffuse tra i soggetti di sesso maschile.