L’intestino pigro è una patologia che riguarda l’alterazione del transito intestinale. Questo si traduce in una frequenza delle evacuazioni bassa ed irregolare. Generalmente si parla di intestino pigro quando le evacuazioni avvengono ogni 3/4 giorni, tuttavia ogni caso va valutato singolarmente: se pur con evacuazioni rare non si avverte senso di svuotamento incompleto, pienezza e pesantezza, allora non si è affetti da intestino pigro. La stipsi, inoltre, può presentarsi come disturbo cronico, acuto o occasionale. Si parla dunque di intestino pigro cronico, quando la durata del fenomeno si protrae per mesi o anni; intestino pigro acuto, quando il fenomeno è correlato a situazioni temporanee; intestino pigro occasionale, quando i fenomeno si lega a situazioni occasionali come periodi di stress, viaggi, cambiamenti climatici, trasferimenti ecc.

Le conseguenze dell’intestino pigro possono andare da mal di testa e nausea, causati dall’accumulo di scorie, all’alitosi mattutina, emorroidi e ragadi anali, cellulite e cistiti, fino a diverticolite e fecaloma.

Tutti possono soffrirne, anche se i soggetti più colpiti da questo fastidioso disturbo sembrano essere le donne. Diverse possono essere le cause dell’intestino pigro: una dieta scorretta è senza dubbio uno dei principali fattori scatenanti, insieme a stress e sedentarietà, ma anche un eccessivo ricorso a farmaci e alcune patologie possono determinare la comparsa del disturbo.

A volte bastano però pochi semplici accorgimenti per sbloccare l’intestino e constatare un discreto miglioramento della situazione già dopo pochi giorni. Qualora si tratti di malesseri legati all’alimentazione o allo stress, esistono inoltre numerosi rimedi naturali che possono intervenire regolarizzando il transito intestinale.

Alimentazione e consigli utili

Una corretta e sana alimentazione è senza dubbio uno dei rimedi più efficaci in caso di intestino pigro. Qualora si soffra di costipazione è fondamentale assumere la giusta quantità di fibre, garantita da cereali integrali, crusca, frutta fresca e verdure quali asparagi, cavolini di Bruxelles, cavoli, fagioli e carote. Buona norma è inoltre evitare prodotti raffinati o trasformati, come salumi, pane bianco e zucchero bianco; limitare poi al minimo l’assunzione di latticini, bevande alcoliche, prodotti congelati e in generale di quegli alimenti a basso contenuto di fibre.

La disidratazione è poi una delle principali cause da cui derivano i problemi dell’intestino pigro. L’acqua risulta infatti fondamentale per numerose azioni corporee e per eliminazione i rifiuti e le tossine che si accumulano nell’organismo durante il processo digestivo. Assumere quindi una giusta quantità di liquidi è uno dei primi passi da compiere per combattere l’intestino pigro.

Rimedi naturali

Per porre rimedio in maniera naturale al fastidio dell’intestino pigro, la tradizione erboristica ci viene in aiuto con numerosi rimedi naturali.

Aloe vera: il suo succo contiene fibre e sostanze curative in grado di favorire una naturale disinfezione del tratto intestinale, a questo si associa l’azione lassativa garantita dagli antrachinoni, noti stimolatori della peristalsi intestinale  (fisiologica movimentazione dei muscoli dell’intestino volta a favorire l’espulsione delle feci). Grazie ai suoi polisaccaridi che legano velocemente i cataboliti (tossine) prodotti dai processi metabolici, l’aloe svolge infine un’attività depurativa che si rispecchia anche sulla pelle, facendola apparire da subito più tonica e luminosa.

Senna (Cassia Angustifolia): i mucillagini di cui è costituita idratano e ammorbidiscono il tratto intestinale, mentre gli antrachinoni (principi ad azione lassativa) ne attivano la motilità. Si può assumere sotto forma di infuso, per un’azione che si esplica nel giro di 8-9 ore. E’ tuttavia un rimedio da utilizzare solo nelle manifestazioni acute di intestino pigro, è bene infatti non abusarne per non sensibilizzare il colon. La pianta presenta inoltre controindicazioni per chi soffre di gastrite, colite e diverticolite.

Rabarbaro: se assunto in piccole quantità favorisce la digestione, mentre in dosi maggiori favorisce il transito intestinale grazie alla presenza di sostanze chiamate glicosidi antrachinonici. A differenza della Senna, il rabarbaro è meglio tollerato e permette un utilizzo più protratto senza indesiderati effetti collaterali. E’ possibile assumerlo sotto forma di decotto, prima dei pasti principali o prima di coricarsi.

Psillio: pianta ricca di mucillaggini dall’effetto emolliente il cui effetto si lega a quello dei semi che, aumentando di volume a contatto con l’acqua, stimolano la motilità intestinale e ammorbidiscono la massa fecale. Questo rimedio può essere inoltre utilizzato in via preventiva, la sua azione prebiotica favorisce infatti la flora batterica acidofila e lavora a rinforzo delle difese immunitarie. Uno o due cucchiai di semi possono essere messi a macerare per un’ora circa in un bicchiere d’acqua e assunti mezz’ora prima di cena.

Frangula (Rhamnus frangula): la pianta contiene antrachinoni, che risvegliano l’intestino pigro facilitandone la peristalsi, ma come per tutte le erbe lassative è bene non abusarne troppo, poiché potrebbe causare disturbi irritanti e dolori addominali. Può essere assunta prima di coricarsi sotto forma di decotto, bollita in acqua e lasciata a macerare per qualche ora.

Tisana al finocchio: un vero toccasana per il tratto intestinale e un aiuto naturale per risolvere problemi di gonfiore addominale.

Infusi di malva: molto utile risulta anche l’azione lassativa e digestiva offerta dalla malva.