Il carciofo (Cynara cardunculus) è una pianta erbacea perenne provvista di una grossa radice a fittone e di un fusto eretto, robusto, scanalato e alto da 40 a 120 cm. Questo fusto, a circa metà della sua altezza, si divide a metà e si suddivide in due o tre branche secondarie, all’estremità delle quali si trovano le infiorescenze. Le foglie sono grandi, lobato-dentate e spinose, mentre i fiori, tubolosi, possono essere azzurro-violacei o porporini. La parte utilizzata per il consumo alimentare sono i ricettacoli fiorali, non ancora giunti a maturazione. Tra le varietà più diffuse ci sono il cimarolo romano (senza spine), lo spinoso di Palermo, lo spinoso sardo, il violetto di Chioggia, il carciofo della Riviera, lo zuccherino di Genova ed il violetto di Provenza.

Cominciamo a vedere come preparare le conserve più comuni con i carciofi, partendo dai carciofi al naturale.

CARCIOFI AL NATURALE

Ingredienti:

  •  2 chili di carciofi di media misura
  • 1 limone
  • alcune foglie di alloro
  • sale quanto basta
  • alcuni grani di pepe

COME PREPARARE I CARCIOFI AL NATURALE

Per ottenere un ottimo e sicuro risultato occorre pulire bene i carciofi, levando le foglie esterne più dure e conservando solo la parte interna tenera e bianca ed un pezzetto di gambo accuratamente pulito. A mano a mano che vengono puliti, gettarli in acqua tiepida ed acidulata con succo di limone.

Quando i carciofi sono tutti puliti, sistemarli nei vasi, premendoli in modo da farne entrare il maggior numero possibile. Mettere in ogni caso, fra i carciofi, qualche grano di pepe e una foglia di alloro.

Ricoprire i carciofi con acqua bollita e salata. Chiudere ermeticamente i vasi e metterli a bagnomaria in acqua fredda, portandola lentamente all’ebollizione. Lasciarli bollire lentamente per un’ora, quindi farli raffreddare nella stessa acqua.

Conservare i vasi al fresco e all’asciutto.

Prima di consumare i carciofi, lavarli in abbondante acqua fredda, quindi farli saltare con olio e prezzemolo.