La tindalizzazione consente un margine di sicurezza maggiore e si adotta soprattutto nella conservazione di carni, pesci, eccetera. Il metodo è semplice: si immergono i vasi da conservare, già pieni e chiuse ermeticamente, nel bagnomaria, ricoprendoli d’acqua, e si fanno bollire per 45 minuti a 100°, e si lasciano raffreddare per 24 ore e coperti con un telo, quindi si levano i vasi dall’acqua per evitare repentini sbalzi di temperatura. Trascorso questo tempo si procede ad un’altra sterilizzazione (a 100°) per 45 minuti, sempre calcolando il tempo dal momento in cui inizia l’ebollizione.

Si tolgono i vasi dal bagnomaria e si lasciano raffreddare per altre 24 ore; il giorno seguente si ripete l’operazione per la 3ª volta e, allorché i vasi sono completamente freddi, si ripongono definitivamente e possibilmente in luogo fresco ed oscuro.

I VANTAGGI DELLA TINDALIZZAZIONE

La tindalizzazione, il cui nome prende origini dell’inventore, il fisico inglese John Tyndall,  implica un procedimento un po’ lungo, ma in certi casi è indispensabile per ottenere risultati sicuri; infatti,, si uccidono le forme degenerative presenti negli alimenti da conservare quella 1ª sterilizzazione. Nelle 24 ore che seguono germinano le eventuali spore ancora vitali che, con la 2ª sterilizzazione, vengono uccise. Il 3º ultimo trattamento è soltanto precauzionale.