Il magma risale dalle viscere della Terra e si raccoglie in pozze all’interno o sotto la crosta, cercando di emergere. Trova una via d’uscita nelle spaccature della crosta, erutta e dà origine al vulcano.

Vapori e gas formano  nubi di fumo bianco, frammenti di roccia e lava vengono lanciati in aria sotto forma di lapilli e cenere insieme a blocchi lavici che si solidificano. La lava non è tutta uguale. Può essere densa e viscosa o liquida. La consistenza della lava determina il tipo di eruzione e il tipo di roccia che si forma quando il materiale di solidifica. Alcuni  vulcani sono attivi, eruttano cioè di continuo, altri sono quiescenti o freddi, pronti a eruttare. Altri ancora sono spenti o estinti. I vulcani hanno modellato isole, montagne e pianure, causano mutamenti climatici, incendi di intere città e la morta di persone che abitavano nei loro pressi.

Quando il magma esce dal vulcano ha una temperatura di 1200° C, diventa poi più viscoso, comincia a muoversi più lentamente e spesso forma una roccia chiamata basalto. Vulcani esplosivi e assassino come quelli che nascono  nelle zone di subduzione eruttano lava densa e viscosa che contiene grosse quantità di silice. La silice si raffredda e forma rocce come la riolite e vari vetri  vulcanici come l’ossidiana. Vie di fuga bloccate o grosse quantità di gas o acqua nel magma sono causa di violente eruzioni, dove blocchi lavici e pietre vengono lanciati in tutte le direzioni. La lava che presenta, una volta solidificata, una superficie fratturata e irregolare è detta “a blocchi”. Quella che dà origine a una superficie ricoperta da una pellicola uniforme è detta “a budella”.

Quando il magma risale in superficie i gas in esso contenuti si espandono e cercano di liberarsi. Tra questi gas ci sono a volte anidride carbonica e idrogeno solforato, molto pericolosi per l’essere umano. Se il magma è liquido i gas non hanno alcuna difficoltà a liberarsi e causano eruzioni blande con colate di lava. I gas intrappolati in lava densa e viscosa si surriscaldano ed esplodono  con violenza, scagliando a chilometri di distanza  nuvole di frammenti di roccia e schiuma di lava solidificata, la pietra pomice. Durante l’esplosione, quando roccia e lava si disintegrano in milioni di pezzettini, si forma la cenere. La cenere copre distanze maggiori e reca più danni delle colate di lava, anche se in quantità adeguate apporta sostanze nutrienti al terreno. A volte il vento trasporta per il mondo nuvole di cenere che agiscono sul clima.