Qualche giorno fa mi è capitato sott’occhio l’annuncio di un concorso fotografico un po’ particolare: tema del concorso è il viaggio. Il concorso è aperto a tutti, è gratuito, ed è promosso da Stepsover, un’associazione che organizza viaggi un po’ fuori dalla norma. Il concorso in sé non sarebbe stato così particolare (il montepremi è di 200 euro complessivi di buoni, da spendere in libri di viaggio), se non per il fatto che le fotografie che sono cominciate ad arrivare sul sito dedicato all’iniziativa (http://www.stepsover.com/contest/) sono assolutamente da togliere il fiato. Luoghi lontani, modi di spostarsi e di vivere il viaggio non consueti, e quel senso di meraviglia e libertà che solo l’uomo di fronte alla maestosità della natura riesce a provare. Insomma, immagini che emozionano, incantano, trasmettono significati profondi, raccontano storie di paesi lontani, di persone che lasciano qualcosa per cercare qualcos’altro…

E’ per quello, da pura profana, che ho deciso di contattare Simone Monticelli, promotore del concorso e fondatore di Stepsover insieme a Lucia Gambelli.

CHE COS’E’ STEPSOVER?

Stepsover è la nostra associazione, nata per create un “piccolo” gruppo di appassionati di viaggi molto particolari – spiega Simone -. Io e Lucia siamo due malati di viaggi in moto. Abbiamo viaggiato in gran parte dell’Europa europea ed Asiatica ed un po’ in tutto il Nord Africa. Col passare del tempo abbiamo intuito che la moto, simbolo di libertà per antonomasia, in realtà ci stava un po’ stretta. Abbiamo quindi pensato di dotarci di un camion 4×4 che abbiamo attrezzato interamente in casa, un lavoro durato un anno, e con questo il nostro concetto di libertà si è ampliato verso luoghi irraggiungibili su due ruote, se non avendo al seguito mezzi di supporto. Poi abbiamo pensato di utilizzare questo mezzo insieme alla nostra esperienza di organizzatori di viaggi, creando STEPSOVER“.

FUORI DAL TURISMO COMUNE
Il nostro obiettivo è molto sfidante, quasi utopistico, desideriamo organizzare due o tre avventure all’anno che diventino memorabili, sia per noi organizzatori che per chi vi partecipa – prosegue Simone -. Non ci interessa portare la gente a scorrazzare tra le dune, tra il fango o far raggiungere loro luoghi solo per il gusto di poter dire: io ci sono stato. No! Quello che ci preme è costruire itinerari che abbiano un significato ben specifico: storico, sentimentale, fotografico, socio-culturale”.

“Prendi ad esempio la nostra ultima esperienza, Discovery Morocco. Abbiamo costituito un piccolissimo gruppo, che di fatto era il numero massimo di persone che avrebbero potuto portare a termine il viaggio insieme. Siamo stati tra i territori Saharawi ancora martoriati dalle mine, abbiamo seguito i percorsi abbandonati dalla Parigi Dakar (quella vera) e congiunto due importantisismi luoghi: Smara e Aousserd. Abbiamo toccato con mano i Berm, i muri di sabbia costruiti dai marocchini per portare via il territorio ai nomadi. Abbiamo attraversato il nastro trasportatore che da Bou Craa arriva a Laayouune, cento chilometri di fosfati che sono di fatto la ricchezza che ha portato alla guerra. Abbiamo dormito a fianco dei nomadi, cenato con loro, sentito con le nostre orecchie i loro racconti e visto con i nostri occhi il loro sorriso fiero e pieno di voglia di cambiare”.

“C’è stato il divertimento e la soddisfazione di guidare moto e camion sui lunghi plateaux, terreni cosparsi di reg con i miraggi a farci da guida. Abbiamo attraversato antiche guelte, saggiato con le nostre labbra il sale portato in superficie dalla Seguya el Hambra, fiume che da il nome alla regione prima di diventare Rio de Oro!

UN VIAGGIO DELL’ANIMA, PER CHI VUOLE INCONTRARE DAVVERO L’ALTRO

“Insomma – conclude Simone -, noi vogliamo lasciare l’organizzazione di carovane di smanettoni e di grossi gruppi di motociclisti e automobilisti a chi sa far meglio di noi questo lavoro. Noi ci vogliamo dedicare anima e corpo a far tornare le “nostre” persone più vive e vogliose di tornare i certi luoghi con gli occhi più aperti.”

Dedicato a chi è disposto a perdere qualcosa di sé per diventare un po’ “altro”: in bocca al lupo di cuore. Se volete saperne di più di Stepsover, visitate il sito qui: http://www.stepsover.com/.

Simone Monticelli è anche autore di due libri di viaggio “non convenzionali”: “Marocco Fuori Rotta” e “TUNISIA Guida raccontata per viaggiatori indipendenti”.