Concimare il terreno serve a ripristinare gli elementi nutritivi di cui si nutrono gli ortaggi. Nonostante l’avvento dei concimi chimici (inquinanti e poco salutari per chi mangia i prodotti della terra), le tecniche naturali restano di gran lunga la scelta consigliabile, nel rispetto del terreno e dei suoi equilibri, ma anche per ottenere prodotti di buona qualità.

I concimi organici, come letame e compost, apportano al terreno i necessari elementi nutritivi e lo rendono leggero, soffice e drenante. Come concime organico, oltre allo stallatico di animale ed al terriccio da compostaggio, indicato per l’orto è anche la cenere di legna.

Come concimare l’orto

Con l’utilizzo della vanga rivoltate la terra, scendendo fino ad arrivare ad una profondità di 20/30 centimetri nel terreno. Procedete quindi eliminando tutte le radici di piante infestanti per evitare che queste ricrescano  in primavera invadendo il vostro orto e sottraendo spazio e sostanze nutritive alle vostre colture. Togliete anche il maggior numero di sassi possibile, in modo da facilitare la lavorazione del suolo in un secondo momento. Sgretolate quindi la terra con il piccone, aggiungete il concime e infine, aiutandovi con il rastrello, mescolatelo al terreno.

Come concimare l’orto, tipi di concime

Appresa la tecnica passiamo ora in esame i vari tipi di concime:

LETAME o STALLATICO: da sempre considerato il concime per eccellenza, è composto dalle deiezioni solide degli animali, mescolate alla lettiera vegetale e lasciate opportunamente fermentare. Ne esistono diversi tipi: uno dei migliori è quello equino, poco acquoso, ma piuttosto costoso e difficile da reperire; quello bovino, largamente impiegato e comunque di buona qualità ed infine quello dei polli. Disponendo di un piccolo spazio si può provvedere da soli alla preparazione di un ottimo concime organico, mentre se lo si acquista bisognerà fare attenzione a far effettuare la consegna poco tempo prima dell’utilizzo, poiché l’esposizione prolungata all’aria provocherebbe una perdita di azoto. Il letame maturo andrà quindi distribuito sul terreno in maniera uniforme e interrato superficialmente con l’ausilio di una vanga, qualche mese prima della semina. Qualora non si abbia modo di procurarsi letame fresco, si può infine far ricorso allo stallatico disidratato e pellettato, in vendita a sacchi.

COMPOST: ottimo fertilizzante naturale, offre il duplice vantaggio di farvi risparmiare economicamente e di dare una grossa mano all’ambiente riciclando i rifiuti organici. Il compost può essere infatti preparato a casa, praticando il riciclaggio di residui vegetali (erba tagliata, foglie, ramaglie, ecc.), scarti organici della cucina e cenere del caminetto, sostanze che, nel loro insieme, rappresentano circa un terzo del peso complessivo dei rifiuti prodotti annualmente da una famiglia. Con il compostaggio, i diversi materiali organici fermentano grazie all’attività dei microrganismi e nell’arco di alcuni mesi si può ottenere un ottimo prodotto organico da distribuire sul terreno (incorporato, non interrato) nella quantità di 2-3 q ogni 100 mq destinati ad orto. E’ possibile compostare sia in appositi contenitori (in commercio a costi contenuti), sia in cumulo, in posizione ombreggiata.

SOVESCIO: detto anche “concimazione verde”, il sovescio è una pratica in uso nell’orticoltura biologica, ma interessante anche per i piccoli orti domestici. La tecnica consiste nel coltivare vegetali che, invece di essere raccolti, verranno interrati al momento del loro massimo sviluppo. Tale pratica si rivela particolarmente utile per arricchire il terreno di sostanza organica, aumentarne le riserve idriche e la popolazione di lombrichi, ma anche migliorare la struttura fisica del suolo e proteggerla dai dilavamenti e dall’erosione. Nell’orto, il sovescio viene solitamente praticato dopo il raccolto di una coltura principale e prima di una nuova semina. La maggior parte delle piante utilizzabili a questo scopo appartengono alle famiglie delle leguminose (lupino, fave, lenticchie, fagioli), delle crucifere (senape, colza e ravizzone) e delle graminacee, da usarsi in combinazione alle leguminose (per esempio avena, piselli e veccia). Non rientrano nelle tre famiglie citate, ma ugualmente utilizzabili per il sovescio sono il grano saraceno e la facelia.

Tali tecniche di concimazione forniscono un ricostituente naturale per la terra e non ne alterano gli equilibri biologici, fatto che avviene invece in seguito all’utilizzo continuativo dei concimi chimici, che rendono il terreno refrattario a ricostituire naturalmente la propria fertilità.