Il compostaggio è una pratica grazie alla quale è possibile trasformare i rifiuti organici in humus, ovvero un terriccio ricco di sostanze nutritive, perfetto per l’ orto ed il giardino. Ciò avviene grazie ad un processo aerobico di decomposizione biologica attivato dalla flora microbica naturalmente presente nell’ ambiente, con il duplice vantaggio di ridurre la quantità di rifiuti emessi nell’ ambiente e ottenere un concime naturale che mantiene fertile il terreno e nutre le piante.

Il compost può essere realizzato sia a livello industriale che domestico, con un processo pressoché identico, scandito in tre fasi fondamentali: degradazione biochimica ad opera di enzimi idrolitici, trasformazione biologica e maturazione. Diverse risultano invece le possibilità di selezionare a monte le matrici organiche da utilizzare. In tal senso, i materiali di partenza saranno certamente più selezionati nella pratica domestica che in quella industriale, che tuttavia ha dalla sua il vantaggio di un controllo ottimale delle condizioni di processo (umidità, ossigenazione e temperatura).

In sintesi, è possibile affermare che, a fronte di un minimo di esperienza, è possibile ottenere dell’ ottimo compost sia a livello domestico che industriale. Ciò che è realmente importante è tenere a mente che il metodo migliore per  eseguire il compostaggio (anche quello industriale) deriva anzitutto dall’ osservazione dei processi di maturazione della sostanza organica che avvengono spontaneamente in natura. Sebbene negli ultimi anni il compostaggio a livello industriale stia andando incontro ad una meccanizzazione sempre più articolata, così da ridurre i tempi di ottenimento del compost maturo (ad esempio tramite l’ utilizzo di enzimi attivati, rivoltamenti con pale meccaniche, ecc.) va quindi ricordato che il compostaggio è un processo naturale e come tale deve essere trattato.