Il celebre poeta Samuel Coleridge ha definito la depressione come “un dolore senza una fitta, vuoto, buio e tetro, una sonnolenza, soffocata, di dolore che non trova sbocco naturale o sollievo“. Altri l’hanno chiamata “male oscuro”, lo scrittore Samuel Johnson “cane nero”.

Al di là delle immagini utilizzate, si tratta di una delle malattie più insidiose, nonché sottovalutate e ignorate, che possano colpire un essere umano. Gli specialisti non hanno ancora trovato una cura davvero efficace, e gli effetti collaterali degli psicofarmaci a volte sono devastanti.

È di questi giorni la notizia che gli studiosi della Medical University of South Carolina e del Rhode Island Hospital starebbero provando una nuova terapia basata sulla privazione del sonno. È stato infatti scoperto che rimanere svegli per 24 ore causerebbe un certo sollievo nei sintomi della malattia. Tuttavia l’effetto sarebbe temporaneo e scomparirebbe dopo una notte di sonno.

I ricercatori sarebbero dunque impegnati in alcuni studi atti a prolungare questa cura, utilizzando da una parte l’esposizione dei pazienti a una luce brillante per un’ora (la luce stimolando l’ipotalamo e il rilascio di sostanze come melatonina e serotonina) e dall’altra una tecnica che modifica i ritmi di sonno e veglia.

I medici sono particolarmente fiduciosi e si attendono grandi risultati da una cura che rappresenterebbe un progresso notevole e con effetti collaterali molto minori rispetto all’uso di farmaci.

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