La scintigrafia miocardica è un esame diagnostico non invasivo che consente di raccogliere informazioni sul funzionamento del cuore, individuando anomalie nella perfusione del miocardio, sotto stress e a riposo.

L’esame prevede la somministrazione di un radiofarmaco (tracciante radioattivo) in grado di fissarsi a livello del muscolo cardiaco. Le immagini acquisite grazie ad un’apparecchiatura chiamata gamma-camera mostrano quindi come e quanto tracciante radioattivo sia stato captato dal cuore. Elaborate e interpretate dal medico, tali immagini forniscono informazioni sullo stato di perfusione del cuore e sui vari parametri relativi al suo funzionamento.

L’esame è prescritto a pazienti con malattia coronarica nota, al fine di valutare l’ efficacia della terapia o la progressione della malattia, oppure a pazienti con sospetta cardiopatia ischemica.

Il giorno prefissato per l’esame, il paziente dovrà recarsi in ospedale a digiuno da almeno 6 ore. Il test verrà quindi eseguito in due distinte fasi: una sotto sforzo e una fase a riposo; solitamente eseguite entrambe nella stessa giornata, così che il paziente possa fare ritorno a casa in serata. L’esame inizia con uno sforzo (che può essere effettuato con una cicloergometro o un treadmill), al termine del quale viene iniettata nella vena del braccio il tracciante radioattivo, che sarà captato molto bene dalle regioni del cuore bene irrorate e meno bene in quelle danneggiate. Dopo circa 4 ore, si eseguirà una seconda misurazione della captazione del tracciante, questa volta iniettato al paziente in condizioni di riposo. Dopo entrambe le somministrazioni, sarà necessario attendere circa un’ora prima di procedere con l’acquisizione delle immagini.

L’intera procedura è indolore e da considerarsi sicura: il radiofarmaco non ha effetti collaterali e  non causa reazioni allergiche, mentre l’unico fastidio che il paziente avvertirà è quello provocato dalla puntura dell’ago per l’iniezione.

Al termine dell’esame è possibile fare ritorno a casa e riprendere le normali attività. Essendo entrati a contatto con materiale radioattivo, è però importante non sostare in luoghi pubblici ed evitare la vicinanza con donne in gravidanze o allattamento e bambini al di sotto dei 12 anni fino al giorno seguente. Nonostante queste raccomandazioni, è bene precisare che il radiofarmaco è utilizzato in dosi talmente piccole da non costituire un pericolo per la salute del paziente, soprattutto alla luce dei benefici che l’esame può apportare in termini di tempestività della diagnosi. Diversamente, la procedura potrebbe risultare controindicata in caso di gravidanza e allattamento.