La gravidanza è un momento delicato per ogni donna: un periodo generalmente caratterizzato da grande gioia, ma anche da paure e preoccupazioni. Ogni gravidanza è diversa ed è facile ritrovarsi a non riuscire ad interpretare gli eventi e i cambiamenti che interessano il nostro copro, così che il timore che qualcosa possa andare storto diviene per molte donne una costante, soprattutto nei primi tre mesi di gravidanza. Ecco allora che imparare a riconoscere i segnali di pericolo potrà aiutare molte donne a vivere con maggiore serenità questo meraviglioso momento.

E’ importante innanzitutto sapere che i sintomi di una gravidanza a rischio sono generalmente abbastanza riconoscibili e, nella maggior parte dei casi, una semplice ecografia è in grado di fugare o confermare i sospetti della futura mamma. Doveroso è inoltre fare chiarezza su cosa si intende per gravidanza a rischio: generalmente si definisce infatti tale una gestazione interessata da complicazioni, in atto o potenziali, che potrebbero danneggiare la madre, il bambino o entrambi.

In particolare, 2 sono le condizioni che portano a classificare la gravidanza come ‘a rischio’:

  • quando prima di intraprendere una gravidanza la donna soffre già di alcune patologie croniche
  • quando durante la gravidanza insorgono patologie, portate proprio dalla gestazione stessa.

E’ dunque importante eseguire scrupolosi e regolari controlli se si soffrono di patologie preesistenti riguardanti la pressione, problemi respiratori, problemi cardiaci, ai reni, diabete, malattie autoimmuni, malattie sessualmente trasmissibili (MST) o infezioni croniche. In questi casi sarà infatti il ginecologo a valutare l’entità dei rischi, procedendo, eventualmente, a prescrivere l’astensione dal lavoro, un periodo di riposo a letto, o  cambiamenti nello stile di vita della futura mamma.

Condizioni rischiose che invece possono sopraggiungere durante la gravidanza includono:

Colestasi: grave e rara condizione per cui il fegato cessa di elaborare bile. La colestasi solitamente insorge nel terzo trimestre di gestazione, annunciata da sintomi che comprendono intenso prurito, urine scure, stanchezza, feci di colore bianco-grigiastro, perdita di appetito e depressione;

Preeclampsia: condizione diffusa che prevede rialzi di pressione repentini, spesso riconoscibile dall’insorgere di forti mal di testa e visione offuscata;

Difetti di placentazione, come ad esempio la cosiddetta placenta previa: tali condizioni vengono solitamente evidenziate durante le ecografie, ma possono preannunciarsi attraverso sanguinamenti e contrazioni.

Sanguinamenti: le perdite ematiche sono spesso il segnale che qualcosa non va, specie se associate a dolori al basso ventre e nella zona dei reni. A seconda dell’epoca in cui avvengono, queste possono arrivare a causare un aborto spontaneo o un parto pretermine, rivelandosi indicatrici di un distacco di placenta, anomalie d’inserzione placentare, disordini della coagulazione e numerose altre condizioni. Se durante la gravidanza dovessero comparire sanguinamenti, è bene dunque non sottovalutare questo sintomo e recarsi dal proprio ginecologo (o in pronto soccorso ostetrico) per un controllo repentino.