Leggendo le etichette si può individuare il sodio nascosto tra varie indicazioni commerciali:

  • Sale da cucina o Na C1: aggiunto a tavola con i cibi conservati.
  • Monosodico glutammato (msg):  usato negli scatoloni con i cibi surgelati. Questo sale  usato in abbondanza in alcuni ristoranti provoca cefalea zione.
  •  Bicarbonato di sodio:  usato come alcalinizzante nelle gastriti, per lievitare biscotti e in prodotti da forno.
  •  Sodio idrossido: usato per le olive e per certi frutti e verdure.
  •  Sodio nitrito: usato per la conservazione delle carni e dei salumi.
  •  Sodio propionato: usato nei biscotti e pane per inibire la crescita delle muffe.
  •  Sodio solfito:  usato per decolorare i frutti e come conservante nella frutta secca.
  •  Disodio fosfato:  usato nella cottura dei farinacei e nei formaggi, per ottenere pepe verde.
  •  Sodio alginato: usato nella cioccolata o nei gelati.
  •  Sodio benzoato:  usato come conservante nelle salse o nei condimenti preparati.

Per una sana alimentazione è importante controllare le etichette degli alimenti.

  • Alto contenuto di sodio: superiore a 0,4 g /  100 g di prodotto (da evitare)
  • Medio contenuto di sodio: da 0,1 a 0,4 g /  100 g di prodotto (da evitare)
  • Basso contenuto di sodio: inferiore a 0,1 g /  100 g di prodotto

IL SALE DA CUCINA IN CIFRE

Ogni grammo di sale da cucina  contiene circa 0,4 g di sodio. In condizioni normali l’organismo elimina giornalmente da 0,1 tra 0,6 g di sodio, quantità che viene reintegrata con la dieta. Il corpo umano adulto contiene 92 g di sodio, così distribuiti: 46 g nei liquidi extracellulari, 12 g nei liquidi all’interno delle cellule e 34 sequestrati nel tessuto osseo.