Per mantenere giovane il cervello quando si hanno più di sessantacinque anni basterebbero sette ore di sonno notturno. Questo garantirebbe un cervello sano, a riparo da atrofia e invecchiamento. A dirlo è lo studio condotto dalla John Hopkins University di Baltimora e dal National Institute on Aging (Nia), secondo cui dormire di più o di meno di sette ore sarebbe inutile per ottenere tutto questo.

I soggetti che si sono sottoposti a sperimentazione sono stati tenuti sotto controllo per otto anni e sottoposti a risonanze magnetiche costanti. Da qui è emersa la correlazione tra sonno ed eventuali presenze di atrofia alla materia grigia del cervello. L’atrofia è in genere prsente nella corteccia fronto-temporale, ossia in una parte del cervello che è sede di importanti funzioni cognitive.

Ebbene, in base a questi studi sembra che il tasso di atrofia negli anziani sia maggiore quando gli stessi dormono meno o più di sette ore. Sette ore di sonno sarebbe quindi il quantitativo di tempo perfetto per sfuggire a questo tipo di invecchiamento cerebrale. Dopo questa scoperta è plausibile l’idea che i ricercatori continueranno a studiare l’eventuale correlazione tra le ore di sonno e le probabili conseguenze (o benefici) sulla salute umana e sul cervello. Per il momento è stato segnato un punto a favore di questa relazione. Le ricerche saranno condotte sia su esseri umani sia su animali.