La dieta Scarsdale si può riassumere così: è una dieta a bassissimo contenuto calorico povera di carboidrati, con un rapporto leggermente diverso di carboidrati, proteine e grassi. Una donna adulta che segue rigidamente la dieta consuma tra le 650 e le 1000 calorie al giorno. Il rapporto dei nutrienti (cosa insolita per una dieta povera di carboidrati) è del 43% di proteine, il 22,5% di grassi e il 34,5% di carboidrati.

LA CHETOSI NELLA DIETA SCARSDALE

La chetosi è un aumento abnorme del numero di corpi chetonici (un gruppo di tre composti, l’acido asso-toacetico, l’acetone e l’acido beta-idrossibutirrico) che si formano in uno stadio intermedio del metabolismo dei grassi che vengono escreti nelle urine. La chetosi è un effetto collaterale comune nelle diete povere di carboidrati, come la dieta Scarsdale, e se viene mantenuta durante un periodo di tempo, può provocare gravi danni ai reni e al fegato.

IL RISCHIO DI PORFIRIA

La porfiria è una malattia ereditaria del metabolismo caratterizzata da escrezione delle porfirine nelle urine, molecole che normalmente si combinano con gli atomi di ferro per formare l’eme (una proteina presente nel emoglobina, il pigmento rosso che dona il sangue il suo colore). Alcuni tipi di porfiria possono essere scatenati dal digiuno o da una dieta con restrizione calorica severa come la dieta Scarsdale.

RACCOMANDAZIONI PER CHI DECIDE DI FARE LA DIETA SCARSDALE
Si raccomanda di seguire la dieta Scarsdale per sette – quattordici giorni, alternati con due settimane di riposo, bere almeno 4 bicchieri al giorno di acqua, di tè o di bevande dietetiche che aiutano a liberarsi dalle tossine in eccesso accumulate nell’organismo. Si possono aggiungere i seguenti condimenti agli alimenti: erbe aromatiche, sale, pepe, limone, aceto, salsa Worcester, salsa di soia, senape o ketchup.

UNA DIETA FERREA
Una caratteristica importante della dieta Scarsdale è la sua rigidità. Anche se le calorie non contano, la dieta è limitata a tre piani pasto ogni giorno, gli spuntini non sono consentiti. Quando la dieta era ancora un volantino, alcuni pazienti chiesero al medico se potevano sostituire con altri frutti di stagione il pompelmo, che costituisce il fulcro del piano base (18 porzioni nel corso delle due settimane di regime, 14 per la prima colazione e 4 come dessert a pranzo o cena), o sostituire i ravanelli e i cavolfiori con carote e gambi di sedano. Tarnower rispose sempre loro che dovevano attenersi al piano esattamente come era scritto. Fu solo nel libro-edizione del 1978 che la dieta di base fu ampliata, in quanto Tarnower sembrò aver capito che i pasti potevano includere una maggiore varietà di cibi senza alterazioni nell’equilibrio dei nutrienti o nel conteggio delle calorie.