I tempi della giornata dedicati ai pasti, la tendenza a mangiare sempre più fuori casa per lavoro e relazioni sociali incidono nel determinare il peso corporeo e lo stato ormonale e metabolico con azioni sui valori della pressione arteriosa. La cena, in particolare, è il pasto italiano con il più alto apporto energetico della giornata. Durante il giorno il cibo viene emarginato, non c’è più il tempo di mangiare e neppure di preparare. Così si arriva alla cena affamati per il lungo semi-digiuno e con più tempo a disposizione per la tavola. A cena spesso non si tiene in alcun conto che il corpo umano ha ritmi metabolici ed ormonali del tutto contrari a questo modello di vita e di alimentazione. E proprio quando l’organismo richiede la minore quantità di cibo e di energia si tende a mangiare di più!

Questo errore alimentare causa l’aumento di peso corporeo dovuto all’accumulo di grasso derivato dall’energia introdotta e non bruciata. Poi che succede? Si va a dormire, con il risultato che l’eccesso energetico introdotto e non consumato si trasforma in grasso corporeo e il peso aumenta. L’eccesso di grasso addominale, con i suoi adipociti ipertrofici, produce proteine infiammatorie responsabili dell’aumento della pressione arteriosa. Ma c’è di più!

Un eccesso alimentare a cena procura anche un aumento di omocisteina che di colesterolo, due fattori di rischio che si sommano alle ipertensione arteriosa nel causare malattie cardiovascolari. Omocisteina, colesterolo e grasso addominale sono tre scenari patologici che gravano, quindi, sulla pressione.

Li vedremo presto nel dettaglio…