Uno studio portato avanti da uno dei massimi esperti internazionali di nutrizione, Luigi Fontana (docente di Medicina e Scienze nutrizionali alla Washington University a St.Louis e all’Università di Brescia), potrebbe aiutare a prevenire la formazione del cancro.

Questo vede una restrizione delle calorie e di una dieta comunque bilanciata e, in occasione di una lettura al Policlinico Gemelli di Roma, ha dichiarato che questa ”restrizione calorica senza malnutrizione è il metodo principe con cui mantenersi magri, soprattutto riducendo il grasso addominale, ed attualmente la più straordinaria e potente strategia per il mantenimento della buona salute e per la prevenzione del cancro”.

L’esperimento però potrebbe non riscontrare pareri positivi da tutti in quanto durante questo è stato portato avanti anche sperimentando sugli animali, per il quale dichiara ‘‘abbiamo riscontrato che diminuire l’apporto calorico del 20-40%, cambiando il tipo di nutrienti, aumenta la durata della vita e comporta una riduzione dell’insorgenza dei tumori del 60%. La riduzione dell’introito calorico riduce infatti la produzione d’insulina, un fattore che stimola anche la crescita tumorale, e riduce pure i livelli di numerose sostanze infiammatorie che sono implicate nello sviluppo di tumori, malattie cardiovascolari, autoimmuni e nel diabete’‘.

Coinvolti nello studio anche roditori per cui afferma ‘‘la restrizione dietetica (DR) è l’intervento nutrizionale più efficace per rallentare l’invecchiamento e prevenire il cancro’‘ ma anche su ”nelle scimmie rhesus, mentre negli esseri umani provoca cambiamenti metabolici e molecolari che li proteggono dalle patologie legate all’età”.

Un approccio insomma promettente, in vista di nuove armi per la lotta contro il cancro, ma, avverte lo specialista, al momento non ci sono evidenze che il cibo e la dieta da sole possano curare un tumore maligno in corso. Abbiamo però evidenze che con una corretta alimentazione possiamo influire positivamente sia sullo sviluppo che sulla prognosi di un tumore. Inoltre, dati recenti suggeriscono che specifici regimi alimentari possono potenziare l’effetto terapeutico della chemioterapia, e proteggere le cellule sane dagli effetti dannosi di tali terapie”.

Sono necessari altri studi, quindi, ma “la scoperta di biomarcatori in grado di predire cancro, demenza e invecchiamento biologico è essenziale per progettare nuovi studi clinici e accelerare l’acquisizione delle conoscenze necessarie per poter prescrivere modifiche personalizzate della dieta e dello stile di vita in base al profilo genetico del singolo individuo”.

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