Qualcuno di noi aveva già avuto occasione di sospettarlo osservando gente magrissima mangiare senza ritegno e altri decisamente in sovrappeso nonostante un costante tentativo di controllarsi: restare in forma non è solo questione di calorie.

Lo avrebbero dimostrato una volta per tutte i ricercatori del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Universita la Sapienza di Roma: con un identico apporto calorico si può essere obesi oppure in forma. A fare la differenza non sono le calorie ma l’Iqd, indice di qualità della dieta, che va calcolato ad ogni pasto moltiplicando l’apporto di glucidi non integrali (carboidrati raffinati e zuccheri) per quello di grassi saturi e dividendo il risultato per l’apporto di fibre (verdure, cereali integrali e frutta).

La conclusione è il frutto dello studio dei diari alimentari di 120 persone che hanno seguito per il periodo di osservazioni diete con apporto calorico simile (tra le 1.900 e le 2.200 calorie al giorno) e che svolgevano più o meno la stessa quantità di attività fisica. Il campione comprendeva 30 vegani, 30 latto-ovo vegetariani, 30 onnivori magri e 30 onnivori obesi (questi ultimi con una media di indice di massa corporeo di circa 38 punti) .

A parità di calorie assunte ogni giorno – dichiarano Andrea Lenzi, ordinario di endocrinologia e Lucio Gnessi, associato di medicina interna, il primo direttore e il secondo associato della Sezione di fisiopatologia medica ed endocrinologia, Dipartimento di medicina sperimentale della Sapienza che con la ricercatrice Carla Lubriano compongono il team che ha eseguito lo studio – si evidenziano pesi decisamente differenti“. Sembra quindi che non sia solo l’introito calorico a determinare obesità e sovrappeso, ma piuttosto il modo in cui si costituisce il menù, bilanciando i cibi contenenti grassi saturi e i glucidi con le fibre (leggi qui per sapere cosa sono e dove trovarle).

Come sappiamo ci sono cibi ad alto rischio sovrappeso, come carboidrati raffinati, alcuni tipi di formaggi, zuccheri e grassi saturi, spiegano i ricercatori, ma è risultato che certi alimenti, affiancati a questi, possono compensarne i danni. Ma come si fa a dimagrire con l’IQD?

In pratica una dieta ricca di fibre, verdure e cereali integrali (ecco tutti i cibi che aiutano a bruciare i grassi) riesce a ridurre il rischio di sovrappeso anche se non è priva di cibi ingrassanti. Come dire che una bella bistecca al sangue fa ingrassare di più se consumata da sola che se affiancata da un bel piatto di verdure e da una fetta di pane integrale, anche se questi aggiungono calorie al piatto. Senza contare poi che i cibi dimagranti contribuiscono al senso di sazietà e quindi inducono a ridurre la quantità di quelli più ingrassanti.

Nei prossimi mesi lo studio sarà ampliato aumentando il numero dei casi coinvolti in modo da poter stabilire come impiegare il nuovo indice IQD su ampia scala e renderlo utile a tutti per il controllo del peso.

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