Il melanoma potrebbe essere presto combattuto attraverso l’uso di un vaccino personalizzato: è questo il risultato cui sono giunti i ricercatori americani della Washington University di Saint Louis, che hanno collaborato con l’University of Oklahoma. Lo studio si è articolato nei seguenti passi: è stato sequenziato il genoma delle cellule tumorali e di quelle sane di ogni paziente che si è prestato alla ricerca, si sono identificati i geni mutati e successivamente si è cercato di stimolare la risposta immunitaria dell’organismo.

Come curare il melanoma: i neoantigeni

Come curare il melanoma grazie agli neoantigeni prodotti per ogni singolo paziente? Il vaccino fabbricato grazie ad essi è in grado di andare a stimolare una categoria di globuli bianchi chiamata linfociti T Killer, che andranno a riconoscere i neoantigeni presenti sulle cellule tumorali, ad aggredire quest’ultime e quindi a distruggerle.

A spiegare tutto nei minimi dettagli è Beatriz Carreno, la principale autrice di questo studio: “Si può dire che i neoantigeni funzionano come bandierine. Ogni paziente con melanoma ha centinaia di bandierine sulle sue cellule tumorali: occorre scegliere quelle più adatte per costruire il vaccino. Così una volta stimolate le cellule del sistema immunitario, quest’ultime saranno in grado di riconoscere le bandierine del tumore“.

Come curare il melanoma: i primi risultati

Il vaccino è ovviamente ancora in fase sperimentale. Almeno per il momento, i ricercatori sono riusciti a dimostrare che il meccanismo di distruzione delle cellule tumorali sarebbe possibile. Il passo successivo dello studio sarà quello di valutare se il vaccino prodotto sarà in grado di aumentare la sopravvivenza dei pazienti. I risultati preliminari sui primi pazienti che hanno fatto parte della fase sperimentale sembrano essere stati parecchio incoraggianti.