Buone notizie per chi soffre di calvizie. La Columbia University di New York avrebbe infatti scoperto che due molecole sarebbero in grado di andare a stimolare e di risvegliare i follicoli piliferi inattivi, in modo tale che, in breve tempo, i capelli possano tornare a crescere. Le due molecole, nello specifico, sarebbero gli inibitori delle Janus Chinasi, in genere impiegati per la cura di malattie ematiche o dell’artrite reumatoide ma che potrebbero essere utilizzati anche contro la calvizie.

Come hanno fatto notare gli stessi ricercatori che hanno fatto la scoperta, queste due molecole sarebbero in grado di svolgere un’azione finora mai eseguita da nessun’altra soluzione impiegata per la ricrescita dei capelli. Alcuni degli agenti topici in commercio sarebbero in grado di far ricrescere qualche ciocca, dopo settimane di attesa, mentre questi inibitori delle Janus chinasi riuscirebbero ad essere rapidi e molto molto più efficaci.

Una scoperta avvenuta quasi casualmente, quella fatta dagli scienziati della Columbia, intenti a cercare di scoprire i meccanismi di base che provocano l’alopecia areata piuttosto che a studiare nel particolare una soluzione per porre rimedio alla calvizie. Le due molecole, somministrate molto più efficacemente, per via topica, avrebbero dunque permesso di riattivare i follicoli piliferi inattivi o dormienti, provocando la ricrescita del pelo sui topi impiegati per i test di laboratorio.

Gli inibitori hanno sin da subito dimostrato di funzionare in modo assai rapido, dando i primi risultati a soli dieci giorni di distanza dalla somministrazione. Tutti risultati che fanno ben sperare e che si spera possano aiutare a curare un problema molto sentito come quello della calvizie umana.