Esistono vari modi per coltivare una pianta di cannabis, ma il più semplice tra tutti è di certo la coltivazione outdoor. Che si disponga di un giardino o un piccolo balcone, la cosa fondamentale è garantire alla nostra piantina la luce, con almeno 5 ore di sole diretto al giorno. Il secondo fattore determinante è il terreno: questo deve essere fertile e ricco di sostanze nutritive. Cerchiamo inoltre di individuare una posizione che garantisca riparo dal vento, così da non correre il pericolo che la pianta si disidrati o i rami vengano spezzati. Infine, per le innaffiature cerchiamo di utilizzare acqua di buona qualità: è possibile usare l’acqua piovana, oppure quella del rubinetto,dopo averla lasciata riposare in contenitori aperti, così che il cloro in essa contenuta evapori.

Apprese queste semplici nozioni, potremo avviare la fase di germinazione: procediamo posizionando su di un vassoio due veline umide (carta assorbente o cotone idrofilo andranno benissimo); posizioniamo i nostri semi di cannabis tra di essi e riponiamo il tutto in una zona buia e riscaldata della casa. Assicurarci che il substrato sia sempre umido, ma mai zuppo, ed entro tre o quattro giorni potremo osservare la comparsa di piccole radichette. Potremo quindi procedere a sotterrare il seme (ovviamente con la radice rivolta verso il basso), posizionandolo ad una profondità di circa 1 cm. Coprirlo con la parte superiore di una bottiglia di plastica (conficcata in verticale nel terreno) può essere utile in questa fase per mantenere il giusto tasso di umidità nell’area, creando un effetto micro serra. Vaporizziamo quindi il terreno con acqua piovana o lasciata riposare qualche ora. Quando spunteranno le prime foglioline, posizioniamo il vasetto alla luce diretta, ma non troppo intensa e premuriamoci di tenere sempre umido lo strato superiore del terriccio.

Nel giro di un paio di settimane si sarà sviluppata una piccola piantina di cannabis. Attendiamo che raggiunga un’altezza di circa 15 cm e procediamo con il trapianto in piena terra o in vasi di medie dimensioni, predisposti con terriccio ricco di sostanze nutritive. In aree calde e soleggiate, come ad esempio nel Sud dell’Europa, è possibile spostare la piantina all’aperto già nel mese di marzo, mentre nelle zone più fredde bisognerà attendere che le temperature si facciano più miti, all’incirca nel mese di maggio. Lo sviluppo delle piante di cannabis risulterà quindi migliore, quanto più accogliente si dimostrerà il luogo da noi adibito alla loro crescita. Fondamentale, lo ricordiamo, è la combinazione tra irraggiamento, annaffiature e vento. Finche la pianta è piccola e le radici poco sviluppate, sarà necessario prestare maggiori cure in termini di protezione dagli agenti atmosferici e annaffiature: all’inizio queste dovranno essere frequenti e poco abbondanti, mentre via via che la pianta crescerà forte e vigorosa, potremo lasciare, soprattutto se collocata in piena terra, che la natura faccia il suo corso.

La coltivazione di cannabis indoor si rivela invece più macchinosa, ma attrezzandosi con apposite lampade sarà comunque possibile garantire alle nostre piantine di cannabis un buono sviluppo. Prestiamo attenzione che la temperatura non superi mai i 25° C e non scenda sotto i 20°C; assicuriamo un buon ricircolo d’aria e un tasso di umidità che vari dall’80% (durante il periodo di crescita) al 60% (al termine della fioritura).

Per i più esperti, è inoltre possibile sperimentare la coltivazione idroponica o addirittura aeroponica; metodi che tuttavia non si rivelano ottimali per chi non è dotato di particolare pollice verde o semplicemente ha poca esperienza con la coltivazione di piante.