La coltivazione fuorisuolo, meglio nota come coltivazione idroponica, consente di coltivare molte tipologie di piante utilizzando un substrato inerte ed una soluzione acquosa ricca di nutrienti. Tale tipo di coltivazione può proseguire 12 mesi l’anno ed offre il vantaggio di ridurre notevolmente i lavori di manutenzione legati al controllo delle infestanti. La coltivazione idroponica elimina inoltre il pericolo di malattie, muffe e parassiti che si moltiplicano a contatto con il suolo e permette di migliorare la quantità e qualità della produzione, in quanto la pianta non investirà energie nella propagazione radicale, producendo così più frutti. Lo svantaggio è che si tratta di una tecnica che, almeno all’inizio, richiede un piccolo investimento di tempo e denaro per poter essere avviata.

Se desiderate sperimentare la coltivazione idroponica delle fragole, vi servirà un piccolo impianto studiato ad hoc e composto da un contenitore per piante con fori di drenaggio sul fondo (circa 15 cm di diametro), del substrato inerte (argilla, lana di roccia, perlite o vermiculite) ed un serbatoio per l’acqua ove disciogliere la miscela nutritiva. Avrete inoltre bisogno di alcune piantine, di una specifica miscela di sali minerali per coltivazione idroponica, un regolatore di acidità ed una lampada per la coltivazione indoor che permetta di regolare l’illuminazione delle piante.

La prima cosa da fare è quindi lavare bene le radici delle piante, in modo che siano completamente libere da ogni traccia di terriccio. Riempite poi 2/3 del contenitore con la vermiculite (o argilla espansa) e bagnate abbondantemente il substrato. Sistemate la piantina nel contenitore e riempite lo di vermiculite, ma senza coprire il colletto. Mescolate a questo punto i nutrienti per la coltivazione idroponica con l’acqua, seguendo le indicazioni riportate sulla confezione, ed innaffiate accuratamente le fragole con la soluzione così ottenuta, avendo cura di predisporre un secondo contenitore per l’acqua sotto al vasetto (meglio se impermeabile al passaggio della luce, così da evitare la formazione di alghe e funghi). Controllate ogni giorno il livello dell’acqua e, se necessario, aggiungetene, in modo che le radici siano sempre umide.

Ricordate che la quantità di micronutrienti, così come il pH dell’acqua, devono sempre essere calcolati in base alla fase di accrescimento della pianta: a inizio coltivazione ci sarà maggiore necessità di azoto, manganese, ferro, boro e calcio, mentre il pH dovrà essere compreso tra 5.5 e 5.6. Con lo sviluppo della pianta, il pH potrà poi essere gradualmente aumentato fino a piena fioritura, quando il valore migliore sarà intorno a 6, così da consentire l’assorbimento di potassio e fosforo, indispensabili per lo sviluppo dei frutti. Con il regolatore di acidità, controllate quindi che questa non sia mai superiore a 7. La temperatura ottimale per le fragole coltivate in idroponica è invece tra i 14 e 21° C. Alcuni buoni consigli consistono infine nell’eliminare le foglie in esubero durante il periodo di pre-fioritura, poiché indebolirebbero inutilmente la pianta, favorendo inoltre la creazione di funghi, ed effettuare la raccolta dei frutti soltanto quando le fragole sono completamente mature. Se siete poco pratici di coltivazione idroponica, un ottimo suggerimento è poi quello di acquistare un piccolo kit già pronto all’uso, disponibile in commercio a prezzi non troppo elevati.