Le piante carnivore sono piante erbacee che, diversamente dalla flora comune (che si nutre di elementi presenti nel suolo, sintetizzati dall’azione congiunta di aria, luce ed acqua), si cibano anche di insetti o altri piccoli artropodi. Si tratta infatti di specie che vivono in terreni poveri, quali torbiere, pantani e  terreni acquitrinosi e che per sopperire a tale carenza recuperano i nutrienti necessari dalle proteine animali. A tal fine sviluppano un importante apparato fogliare, dotato di “trappole” che permettono alla pianta di catturare gli insetti.

Se vogliamo coltivare con successo piante carnivore, importante sarà ricreare un habitat il più possibile simile a quello di provenienza. Un’umidità che si aggira intorno al 35 per cento è l’ideale per queste piante, ottenibile con l’ausilio di un sottovaso in cui lasciare sempre un paio di centimetri di acqua e l’impiego di un umidificatore, da posizionare in prossimità della pianta (soprattutto se è in funzione il riscaldamento o l’aria condizionata) in modo da mantenere il giusto tasso di umidità generale dell’aria. In alternativa, serre e terrari possono assicurare le giuste condizioni ambientali per le carnivore, ma bisognerà accertarsi di fornire una ventilazione appropriata, così da evitare che l’aria si surriscaldi o diventi stagnante.

Ciò detto, un’altra esigenza fondamentale per le piante carnivore è un terreno sempre molto umido, circa da maggio a ottobre, ovvero durante il periodo vegetativo. Non bisogna mai lasciare che la terra si asciughi completamente e bisogna assicurarsi di utilizzare sempre acqua demineralizzata, come quella piovana o l’acqua distillata. I minerali contenuti nell’acqua di rubinetto potrebbero infatti “super-fertilizzare” o “bruciare” le piante, causandone perfino la morte.

Altrettanta cura richiede la scelta del terreno, la cui composizione dovrebbe essere studiata in base al tipo di pianta carnivora che vogliamo coltivare. In generale, adatti risultano terreni poveri di nutrienti, ricchi di torba e sabbia. Il rapporto della miscela dovrebbe essere di circa 1 parte di torba di sfagno e 1 di sabbia pulita e lavata. Non utilizzare mai altri tipi di torba, poiché troppo ricche di minerali, come non adatta risulta la sabbia di spiaggia o sabbia a base di pietra calcarea.

Per quanto riguarda la luce e le temperature, le piante carnivore gradiscono posizioni soleggiate, dove possano ricevere almeno un paio d’ore di pieno sole ogni giorno e temperature che oscillano tra i 15,5º C e 29,6º C. Il sole diretto rende più intensa la pigmentazione rossa della maggior parte delle piante carnivore, ma queste potranno comunque sopravvivere anche in zone parzialmente ombreggiate. Se coltivate in appartamento, e quindi totalmente al chiuso, bisognerà invece prestare maggiore attenzione alla collocazione delle piante, poiché un’illuminazione insufficiente è tra le più comuni cause di morte. Se non si dispone di una serra, o di uno spazio umido e soleggiato, è possibile ricorrere all’utilizzo dell’illuminazione artificiale: lampadine fluorescenti di colore bianco freddo o caldo, sistemate a circa 30 cm dalla pianta, faranno il caso vostro. Gli esemplari più resistenti, cresceranno tuttavia abbastanza bene anche posizionati sui davanzali delle finestre di stanze soleggiate.

Dato che le piante carnivore sono in grado di procurarsi da sé dosi extra di nutrienti, è bene sapere che non necessitano di essere concimate. In genere catturano 1 o 2 insetti al mese, tuttavia, se vivono in serra, o in ambienti in cui non vi sono insetti, allora possono essere “nutrite” con gli insetti liofilizzati che si trovano nei negozi per animali. Da diversi studi è accertato che le carnivore possono sopravvivere anche senza prede, ma questo potrebbe rallentare, o addirittura arrestare il loro sviluppo. In generale, è comunque preferibile lasciare che la pianta si procacci da sola il “cibo”.

Oltre ad innaffiarla, mantenere l’umidità costante e, se necessario, alimentarla, dovremo anche assicurare alla nostra piantina lo spazio sufficiente per crescere: quando inizia il periodo di letargo invernale è importante tagliare via tutte le foglie morte, mentre alla fine della dormienza, ma prima della rapida ripresa del nuovo ciclo, è bene dividere e rinvasare la nostra pianta, che se curata adeguatamente ci darà soddisfazioni per lunghi anni.

Chiunque voglia coltivare piante carnivore deve infine sapere che il loro periodo dormiente varia da specie a specie, ma dura normalmente circa 3-5 mesi, durante l’inverno. In questo arco di tempo le piante devono essere mantenute al fresco e in condizioni più secche del normale. Il letargo è infatti un meccanismo di protezione che consente alle piante di sopravvivere al freddo dell’inverno e se si tenta di forzarle, impedendo loro di riposare, queste moriranno. Quando cominciano a mostrare segni di dormienza, si deve dunque ridurre l’acqua nel sottovaso e lasciare il terreno solo leggermente umido; ridurre la quantità e la durata della luce diurna e possibilmente trasferirle in cantina, in uno scantinato o in un ripostiglio non riscaldato. Temperature tra i 4 e i 5 gradi e l’assenza di luce sarebbero infatti la soluzione preferibile.