Cosa coltiva chi è senza terra? E’ il caso di chi vive in città, che di spazio ne ha generalmente poco (quando va bene, un terrazzino o un cortiletto; a volte neanche quelli)…

Naturalmente, si può sempre andare in cerca di un po’ di terra grazie al boom degli orti  urbani e a chi organizza corti di agricoltura biologica (ormai sono reperibili ovunque… Potete trovare informazioni qui: www.ortidipace.org); oppure si può diventare “salvatori di semi”, seminando o piantando varietà di ortaggi e frutti antichi per non farli sparire (trovate informazioni sui siti di Rete autogestita di salvatori di semi: http://amicidellorto.splinder.com; Archeologia arborea: www.archeologia-arborea.org; e Civiltà contadina: www.biodiversita.info).

Tuttavia, c’è un numero incredibile di cose che si possono coltivare anche senza terra. Vediamole in una rapida carrellata.

PER CHI HA UN BALCONE

Se avete un balcone soleggiato e non eccessivamente esposto alle polveri sottili, potete scegliere tra l’essiccazione solare di fichi e altri frutti (stesi aperti su reti tipo zanzariere), la coltivazione di erbe aromatiche in vaso, il compostaggio, l’ospitalità per mangiatoie e nidi per uccelli liberi (o pipistrelli), oppure anche la produzione di ortaggi e piccoli frutti.

PER CHI NON HA NEANCHE QUELLO

Un altro modo per produrre alimenti senza avere terra è realizzare ciò che normalmente si comprerebbe già pronto al supermercato: è il caso di conserve sott’olio, sotto sale, sott’aceto… Passate di pomodoro, marmellate senza zucchero, ortaggi per antipasti, succhi di frutta, sughi con semi oleosi… Pensate a quanto si risparmia in termini di soldi e anche di inquinamento per l’ambiente!

Per quanto possa parere strano, anche chi è in città può poi dedicarsi alla raccolta di fiori selvatici (eduli): i viali delle città sono pieni di alberi piantati (fortunatamente) decenni fa da amministratori illuminati, in particolare gelso e tiglio. Essendo “alberi pubblici” sono di tutti e i loro fiori si possono raccogliere senza incappare in multe o sanzioni. Potete farsi essiccare e conservarli poi in scatole di latta (vanno tenuti al buio) per poi usarli in infusi e tisane.

GUERRIGLIERI O PUERICULTRICI DELL’AMBIENTE

Elzéard Bouffier, protagonista del bellissimo “L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono, seminando da solo centinaia di migliaia di semi di quercia e di betulle su terre collettive o abbandonate (non sue) riuscì in alcuni decenni a dar vita a un’area arida e dimenticata della Francia. E’ il principio del guerrilla gardening di oggi: i suoi adepti seminano o piantano alberi e pianticelle negli spazi vuoti e abbandonati delle città, in aree degradate o a rischio di speculazione edilizia.

Ma se l’idea della guerrilla verde per voi è troppo anarchica, potete sempre diventare puericultrici di alberi da frutto. Tutto quello che dovete fare è mangiare della frutta (meglio se varietà antiche o non troppo commercializzate), tenere da parte i semi e piantarli in vasetti, innaffiarli per mantenerne la terra umida, e quando saranno spuntate le piantine andrete a regalarle a chi ha della terra o degli spazi disponibili per farli crescere e gestirle (alcune, ad esempio, vanno innestate e non semplicemente piantate).

FAR CRESCERE I GERMOGLI

I germogli sono facilissimi da coltivare e sono ricchissimi di sali minerali e vitamine, sono proteici e disintossicanti. Richiedono un barattolo e pochissima acqua. Quelli più nutrienti si ricavano da grani non decorticati di frumento, avena, lenticchie, ceci, fieno greco, alfalfa, orzo, soia, mung, semi di girasole e zucca non decorticati. Da due cucchiai di grani si ottengono due barattoli di germogli, da mangiare quando sono lunghi un centimetro o più, crudi in insalata o appena sbollentati. Il germogliatore si vende nei negozi bio per pochi euro. In estate i germogli vengono pronti in 2 giorni, in inverno in 4 giorni.

IL PANE ESSENO COTTO AL SOLE

In molti producono il pane fatto in casa, ma di ecologico (a parte gli ingredienti che potete scegliere voi) ha ben poco: le macchine per fare il pane consumano un sacco di energia e indefinitiva per l’ambiente conviene che lo si vada a comprare fresco dai fornai tradizionali bio. Ma il pane esseno è diverso. Si tratta di un pane cotto al sole, ispirato al vangelo apocrifo “Valgelo esseno della pace”. Non richiede forni o altri elettrodomestici, è molto nutriente ed è delizioso come il pane carasau. Basta qualche ora per produrre cialde per una o due settimane. Per farlo, bastano un matterello e una rete da zanzariera con telaio (che potete anche usare per essiccare i fichi o erbe), e un balcone che sia un po’ riparato. Potete farlo anche in inverno, però ci vorrà qualche ora in più. Gli ingredienti sono un kg di farina di frumento integrale, sale, eventualmente rosmarino secco tritato finissimo o altre erbe aromatiche a vostro piacimento, sempre tritate in modo molto sottile. Impastate la farina con acqua e sale, regolandovi da soli sulla consistenza. Vi basti sapere che dovrete stendere i dischetti di pasta in modo più sottile possibile, altrimenti non “cuoceranno” bene. Se avete una macchina a manovella per le lasagne, va bene anche quella. Sistemate le sfoglie sulla rete ed esponetela al sole su dei cavalletti, perché possa prendere aria da tutti i lati. Aspettate, ed il vostro pane esseno verrà pronto in poche ore!