LUCE

La maggior parte dei Bonsai sono realizzati con arbusti o alberi abituati a vivere in piena luce, quindi noi dovremo cercare di riprodurre il loro ambiente ideale posizionandoli in punti in cui la luce è abbondante. In linea generale è opportuno mettere in condizione i Bonsai di ricevere quanta più luce possibile. Naturalmente però esistono piante il cui habitat può essere ad esempio le pietraie in pieno sole della Sardegna (Bonsai di Mirto) e altre piante che preferiscono sicuramente molta luce ma non direttamente i raggi del sole (Bonsai di Acero). In generale comunque nelle schede botaniche delle varie essenze viene sempre indicata la quantità e la tipologia di luce da fornire, cioè se in pieno sole anche d’estate oppure se posizionare a mezz’ombra. Ovviamente ogni essenza ha particolari esigenze luminose a seconda delle origini (zone tropicali, equatoriali, temperate, ecc.). L’esposizione è quindi molto importante per un corretto sviluppo della pianta. A seconda che ci si trovi nel nord Italia o a sud, sarà opportuno valutare il luogo più opportuno, variandolo a seconda delle stagioni.

ACQUA
Una delle più frequenti domande che mi vengono rivolte è quella sulla frequenza delle annaffiature, come se ci si potesse aspettare una risposta precisa e univoca del tipo “ogni tre giorni” oppure “ogni 12 ore”. Chiaramente non è assolutamente possibile fornire una unica risposta, ma è necessario fare alcune valutazioni fondamentali, ovvero:
- prima di tutto documentarsi sulle necessità della nostra pianta attraverso un dei numerosissimi testi in commercio, potrete trovare utili schede per ogni specie di pianta e scoprirete che un bonsai di Ficus richiede molta più acqua rispetto ad un bonsai di Ginepro.
- valutare la stagione o/e l’ambiente in cui si trova il Bonsai, in quanto è chiaro che se ci troviamo ad Agosto con la pianta esposta in pieno sole le annaffiature dovranno essere quotidiane se non addirittura più frequenti.
- Importantissimo è valutare il tipo di terreno per capire se si tratta di un terriccio in grado di drenare molto l’acqua (ovvero trattenere poca acqua come nel caso di terriccio con presenza di alta percentuale di ghiaia o sabbia) oppure un terriccio che trattiene molta acqua come ad esempio lo sfagno o gran parte dei terricci “universali” che si trovano in commercio.

In ogni caso il suggerimento sempre valido è quello di toccare il terriccio con le dita e interpretare il livello di umidità. Questo significa che se il terriccio è umido non solo è inutile fornire altra acqua ma può essere molto dannoso per la pianta continuare ad avere un eccesso di umidità, in quanto provoca la presenza di muffe che portano alla marcescenza delle radici con conseguente morte della pianta.

QUANDO INNAFFIARE IL BONSAI
Quindi ricordate: annaffiate solo se il terriccio è relativamente asciutto e mai quando è già bagnato.
E’ buona norma annaffiare il Bonsai fino a quando l’acqua non comincia a uscire dai fori di drenaggio in modo da assicurarsi che sia giunta ai peli radicali, responsabili del 90% della nutrizione. Poi attendere 5- 10 minuti e ripetere l’operazione.
Relativamente alla presenza o meno dei sottovasi, personalmente utilizzo durante l’estate dei grandi sottovasi rettangolari in plastica riempiti completamente di argilla espansa (la si può trovare presso tutti i fioristi, garden o supermercati) dove appoggio poi diversi vasi di Bonsai. Questo accorgimento consente di mantenere una certa umidità anche nell’aria circostante la pianta senza il rischio che il vaso resti immerso in acqua.

Fonte: Bonsai – a cura di Daniele Benini