Esistono due modi di innaffiare un Bonsai. Il primo, è quello di somministrare l’acqua dall’alto, utilizzando un annaffiatoio a doccia (con fori piccoli), bagnando la chioma in modo da simulare la pioggia. Il secondo consiste nel somministrare acqua immergendo il vaso per metà (o un po’ di più) in una bacinella fino a che la terra non si è inzuppata completamente grazie ai fori di drenaggio.
Attenzione però a due aspetti: bagnando quotidianamente le foglie, in caso di presenza di acqua molto calcarea, vedrete formarsi sulle foglie delle macchie bianche di calcio sicuramente antiestetiche e anche dannose per la foglia stessa. Per evitare questo inconveniente potete o lasciarla riposare per 24-48 ore in un secchio in modo che il calcare si depositi oppure evitare di bagnare le foglie ma annaffiare direttamente sul terreno.
Il secondo aspetto da considerare è senz’altro il “quando” annaffiare per evitare scottature alle foglie o alle radici annaffiando ad esempio nelle ore calde delle giornate estive.

QUANDO INNAFFIARE UN BONSAI
Il momento migliore per innaffiare i Bonsai è quando la differenza tra la temperatura della terra nel vaso e la temperatura dell’acqua è minore. Quindi durante l’inverno si innaffia nelle ore calde (12.00-15.00) mentre d’estate nelle ore più fresche della sera. È infatti preferibile evitare (durante l’estate) anche le ore del mattino in quanto si raggiungerebbe il picco del calore.

LA CARENZA D’ACQUA
Si riconosce dall’aspetto sofferente della pianta che presenta foglie sbiadite e rivolte verso il basso. Molto spesso il cosiddetto “colpo di secco” provoca la caduta immediata delle foglie anche se ancora verdi, in questo caso infatti basta dare un piccolo colpo alla pianta per avere una cospicua caduta di foglie.
In questo caso rimediare abbondantemente e riparare la pianta in ombra.

L’ECCESSO D’ACQUA
È sicuramente più pericoloso della carenza: un bonsai innaffiato troppo, all’inizio vegeta rigogliosamente con foglie di un bel colore intenso, poi, inizia a virare sul verde chiaro e sul giallo per arrivare poi ad avere foglie con macchie nerastre a causa del marciume che ha divorato tutto l’apparato radicale. In questo caso il salvataggio è più complesso e molto spesso è necessario intervenire con un tentativo di trapianto anche fuori stagione provvedendo a cambiare il terriccio che troverete sicuramente completamente impregnato d’acqua e con le radici della pianta marcite o semi-marcite. Utilizzate terriccio in grado di drenare meglio l’acqua, tenete bene al riparo la pianta da eccessi di sbalzi di temperatura, dal vento e dalle intemperie.

COME INNAFFIARE QUANDO NON CI SIAMO
Se ci dovessimo assentare d’inverno non sarebbe un grosso problema in quanto basta dare una bella innaffiata e per 2-3 settimane i Bonsai non dovrebbero subire danni. D’estate invece potrebbero bastare 3-4 giorni senza innaffiarli per perderli. I metodi per non lasciare i Bonsai (ma anche altre piante) al secco sono svariati e il loro utilizzo dipende dalla durata della nostra assenza e dal periodo dell’anno.

1. Uso del sottovaso. estate – fino a 3 giorni, primavera e autunno – fino a 5 giorni Personalmente provvedo a riempire d’acqua i grandi sottovasi rettangolari pieni di argilla, in modo tale da consentire al vaso di toccare l’acqua. Come sappiamo è un metodo sbagliato ma che in casi eccezionali può essere utilizzato.

2. Uso dell’irrigatore automatico. sempre – per sempre. Ovviamente l’utilizzo dell’irrigatore automatico è il sistema più sicuro soprattutto se dobbiamo assentarci per molto tempo; c’è anche chi lo utilizza sempre. In commercio ne esistono di vario tipo: temporizzati, con rilevatore di umidità, con cisterna posta in alto e una semplice valvola di apertura, con cisterna posta in basso e una pompa, con annaffiatura a goccia o a spruzzo, ecc.

Fonte: Bonsai – a cura di Daniele Benini