Un nuovo farmaco farà presto il suo ingresso nel mercato italiano per contrastare il colesterolo cattivo, che ogni anno è tra le cause di morte per infarti e ictus.

Anti-PCSK9, questo il nome che va ad identificare una nuova generazione di farmaci che andrebbe addirittura a dimezzare la presenza del colesterolo LDL nel sangue e che, depositandosi nelle arterie, predispone gli individui a rischio infarto e ictus. Il farmaco, rispetto a quelle precedenti, funziona dove le classiche statine falliscono, andando a contrastare la produzione di colesterolo da parte del fegato.

Ma come fanno a funzionare nell’organismo? Gli anti-PCSK9 sono degli anticorpi monoclonali che vanno a bloccare l’enzima che impedisce al proprio organismo di eliminare il colesterolo LDL, andando a ridurlo appunto fino al 50%, la metà. Ciò che lo differenzia dalle statine è che quest’ultimo deve essere iniettato (a seconda del tipo di farmaco fino a una o due volte al mese) mentre, nel caso del classico farmaco, va assunto oralmente per bocca.

Al momento sarebbero ben tre le aziende in corsa per aggiudicarsi un posto sul mercato: dall’alirocumab della francese Sanofi – che avrebbe ricevuto l’autorizzazione da parte della Food and Drug Administration per la sua commercializzazione negli Stati Uniti – a quello dell’americana Amgen – invece appena approvato in Europa – fino al bococizumab dell’americana Pfizer. Nel giro di un anno, i primi due prodotti dovrebbero entrare nel mercato italiano.

Tuttavia, il nuovo farmaco potrebbe necessitare di ulteriori studi, se bene abbiano dimostrato di avere meno effetti negativi sul corpo rispetto alle statine. Come dichiarato dal presidente della European Atherosclerosis Society, Alberico Catapano, “Gli studi dimostrano che questi farmaci hanno un profilo di sicurezza migliore delle statine perché non hanno effetti negativi su muscoli e fegato. Sono farmaci innovativi e molto interessanti, ma ancora da studiare.” Lo stesso, infatti, evidenzia che questi in ogni caso “Per ora non possono essere considerati un’alternativa alle statine” ma più che altro un’aggiunta alla propria cura. Può darsi, infatti, che lo stesso non sia indicato per tutti coloro che soffrono di colesterolo alto e ciò che potrebbe destrare preoccupazione è anche il prezzo che a quanto pare sarebbe decisamente più elevato rispetto alle statine.