Le guerre della cola furono le più grandi controversie nel mondo della soda. Le cose ora sono cambiate ed un recente studio condotto dal CSPI (Center for Science in the Public Interest) rivela che marche popolari di cola come “Coke”, “Diet Coke”, “Pepsi” e “Diet Pepsi” contengono delle quantità di coloranti di caramello potenzialmente cancerogene.

Le sostanze incriminate sono il 4-methylimidazole (4-MI) ed il 2-methylimidazole (2-MI), contenute nelle lattina di soda acquistate nei negozi di Washington DC. Tutte e quattro le tipologie sopra indicate contengono più di 100 microgrammi di 4-MI. L’NTP (il programma nazionale di tossicologia degli Stati Uniti) ha stabilito che entrambe le sostanze chimiche causano tumori al fegato e alla tiroide sia nelle cavie da laboratorio che nei topi.

I consumatori dobvrebbero preoccuparsi? Secondo la CSPI sì. Stanno infatti raddoppiando i loro sforzi per consegnare una petizione alla FDA per revocare le regole che autorizzano l’uso del colorante al caramello nei cibi. Oltretutto, questo tipo di colorante non aggiunge nemmeno sapore alla cola. Se dunque le industrie possono colorare di marrone le loro bevande con un qualsiasi prodotto non cancerogeno, sostengono alla CSPI, dovrebbero semplicemente farlo.

Questi coloranti vengono ottenuti scandaldo dell’ammoniaca e dei solfati in un ambiente ad alta pressione. Cinque rinomati esperti sulle sostanze cancerogene per gli animali hanno scritto una lettera, nel 2011, a supporto di questa petizione, aggiungendo che nessun cittadino dovrebbe essere esposto al rischio di contrarre il cancro per un prodotto che ha solo uno scopo estetico.

La Coca Cola, da parte sua, ha rilasciato un comunicato stampa nel quale assicura che queste sostanze non siano cancerogene. A crederci, però, sono in sempre meno…