Il coito interrotto è una pratica mai del tutto tramontata all’interno delle coppie eterosessuali: molti partner, infatti, vi ricorrono per evitare gravidanze indesiderate. Ma questo metodo può ritenersi efficace per il controllo delle nascite e, soprattutto, quali sono i rischi del suo ricorso?

Di seguito, le definizioni, le modalità e le possibili conseguenze del coito interrotto. Le informazioni presentate hanno carattere generico e, per questo, in caso di dubbi è sempre consigliato il parere del medico oppure dello specialista.

Definizioni modalità

Il coito interrotto, così come suggerisce il nome, è una pratica sessuale che si caratterizza per l’estrazione del pene dalla vagina poco prima dell’eiaculazione. Considerata popolarmente un sistema contraccettivo, l’azione si pensa possa prevenire gravidanze indesiderate poiché l’emissione di sperma avviene all’esterno del corpo della donna.

Le modalità di attuazione, come appare evidente, sono di facile comprensione. Non appena l’uomo percepisce di essere prossimo al raggiungimento dell’orgasmo, quindi all’espulsione di liquido seminale, ritrae il pene per evitare che lo sperma entri in contatto con l’apparato riproduttore femminile. Di conseguenza, richiede non solo una certa prontezza di riflessi, ma anche una buona esperienza del partner nell’avvertire i segnali premonitori dell’imminente raggiungimento del climax sessuale. L’operazione, in linea teorica, termina quindi con una breve masturbazione, con cui il partner maschile raggiunge l’orgasmo sia in autonomia che aiutato dalla compagna.

Efficacia e rischi

Il coito interrotto non può ritenersi una pratica affidabile, né particolarmente sicura, all’interno della vita della coppia. Oltre a non escludere totalmente il rischio di una gravidanza indesiderata, infatti, il rapporto in questione non ha alcuna valenza protettiva in termini di contagio dalle malattie sessualmente trasmissibili.

Dal punto di vista contraccettivo, vi sono diversi ambiti da prendere in debita considerazione. Il primo, la possibilità che l’orgasmo non sia facilmente prevedibile, poiché a volte dai segnali preliminari all’eiaculazione vera e propria passano pochissimi istanti, non sufficienti per estrarre correttamente il pene dalla vagina. Inoltre, si deve sempre considerare come la metodologia faccia esclusivo affidamento sull’autocontrollo dell’uomo, un fatto non sempre assicurato durante un incontro sessuale per una lunga serie di ragioni, da semplici errori di valutazione fino all’ansia da prestazione. Il secondo, invece, dipende dai fluidi frequentemente emessi dai genitali maschili sin dalla comparsa dell’erezione: il cosiddetto liquido prespermatico, una sostanza generalmente trasparente e dal potere lubrificante, potrebbe infatti presentare alcuni esemplari di spermatozoo in mobilità, quindi capaci di fecondare l’ovulo. Qualora si fosse in una relazione consolidata, di conseguenza, è consigliabile scegliere altri metodi contraccettivi: in concerto con medico e ginecologo, si potrà optare per il sistema più adatto alle proprie necessità, dal diaframma alla pillola anticoncezionale.

Sul fronte della salute, invece, va ricordato come l’assenza di adeguate protezioni esponga sempre al rischio di contrarre o trasmettere malattie tipicamente sessuali: dall’HIV all’HPV, passando per gonorrea, sifilide e molte altre infezioni ancora. Per questo motivo, soprattutto qualora non si fosse in una relazione stabile con partner perfettamente fedeli, è sempre consigliato il ricorso al preservativo, metodo barriera dalla grande efficacia per escludere conseguenze anche gravi sulla salute. Anche in questo caso, il consiglio del medico sarà utile per sciogliere qualsiasi dubbio.