L’infezione primaria da Citomegalovirus è assai temuta dalle donne in gravidanza poiché essa potrebbe causare alcune conseguenze piuttosto gravi sulla salute del feto. Il Citomegalovirus è infatti responsabile di ritardo psicomotorio congenito oppure di sordità. Cosa fare dunque per evitare di contrarre il virus?

Citomegalovirus: come prevenirlo

A spiegare come prevenire la comparsa del virus – ed evitare dunque le pericolose conseguenze che esso potrebbe comportare – è intervenuto un recente studio compiuto da ricercatore dell’Ospedale Sant’Anna di Torino e del Policlinico San Matteo dell’Università di Pavia (i primi coordinati dalla professoressa Tullia Todros e dalla dottoressa Cecilia Tibaldi, i secondi coordinati dal professor Giuseppe Gerna e dalla dottoressa Maria Grazia Revello). Per abbassare le percentuali di rischio di contrarre il Citomegalovirus basterebbe davvero poco: essere ben informate sulle norme igieniche da seguire nel corso della gravidanza.

Grazie alle informazioni ricevute in merito alle norme igieniche da seguire – ancor più scrupolosamente – mentre si aspetta un bambino, un maggior numero di donne può evitare di contrarre l‘infezione. Lo studio ha infatti messo in evidenza come fra le donne non informate, 9 su 100 hanno contratto il Citomegalovirus mentre fra quelle che hanno ricevuto adeguate istruzioni l’ha contratto soltanto 1 donna su 100.

Citomegalovirus: i casi

Per quanto riguarda l’incidenza di questa patologia, si stima che ogni anno 40 mila bambini statunitensi e 35 mila bambini europei nascano con un’infezione congenita (nel nostro Paese sarebbero circa duemila). Dei duemila bambini che ogni anno nascono in Italia e hanno l’infezione congenita, il 10/20 per cento potrebbero sviluppare sintomi più o meno importanti nel corso dei primi anni di vita.