Tutti avrete sicuramente sentito parlare delle industrie che producono latte. E per coloro che pensano ancora che il latte che beviamo venga prodotto da mucche che pascolano felici nei prati, vengono munte dal contadino e dormono la notte nella stalla… beh, sarebbe ora di smetterla di credere alle favole. Nel XX secolo le fattorie si sono trasformate quasi ovunque in “fabbriche del latte”, e come fabbriche per l’appunto sono organizzate, incuranti dei bisogni degli animali. Che, per l’appunto, sono animali, non oggetti.

Eppure, in questi luoghi – che molto spesso sono luoghi dell’orrore poco dissimili dai lager – gli animali sono considerati come dei “produttori” di beni. E questo comporta anche che ogni volta che comprate una bottiglia di latte prodotto da queste fabbriche, ad esempio, state aiutando a mantenere questo stato delle cose, molto lontano dall’immagine bucolica che abbiamo delle mucche al pascolo sui monti.

Ecco allora cinque cose che dovete sapere sull’industria dei latticini. Con la premessa che non dovete scoraggiarvi: le alternative ci sono, dovete solo fare attenzione a ciò che comprate.

1. LE ISPEZIONI NELLE FABBRICHE DEL LATTE VENGONO FATTE UNA VOLTA OGNI 10 ANNI

Sebbene gli organismi di controllo sulle fabbriche dei latticini esistano, è stato stimato che la FDA, negli Stati Uniti, non ha abbastanza personale per effettuare controlli frequenti. Nel mese di marzo, Dina ElBoghdady, del Washington Post, ha dichiarato che i controlli effettuati dalla FDA nei locali delle fabbriche del latte avvengono mediamente una volta ogni dieci anni. La situazione attuale, infatti, è quella per cui la FDA debba intervenre dopo che eventuali epidemie o incidenti di avvelenamento alimentare avvengono.

E in Italia?