La cicoria (Chihorium intybus) è una pianta erbacea perenne commestibile, originaria del Nord Africa e ad oggi diffusa un po’ in tutto il mondo, soprattutto nelle aree a clima temperato. Conosciuta fin dall’antichità, venne usata per le sue proprietà benefiche dagli Egizi, dai Greci e poi dai Romani, guadagnandosi la fama di rimedio quasi miracoloso per trattare problemi al fegato ed  alla cistifellea.

Le radici, che ne rappresentano la parte più utilizzata a scopo medicinale, contengono sia sostanze zuccherine che sostanze amare, oltre ad alcuni derivati dell’acido caffeico, sali minerali, potassio, calcio, ferro, vitamina C, B, P e K, sostanze importanti come l’inulina, la cicorina, la colina, il tannino, amido e protidi, mentre il tipico sapore amarognolo della cicoria è dato dalla presenza di acido cicorico. A scopo medicinale, le foglie vengono raccolte prima della fioritura, mentre le radici si raccolgono lungo tutta l’estate e vengono impiegate per la preparazione di decotti, sciroppi e creme per il viso adatte a contrastare gli arrossamenti.

Proprietà della cicoria

Come nel caso di altre erbe amare, alla cicoria vengono attribuite proprietà depurative e disintossicanti, con particolare riferimento alle radici (che costituiscono la parte con la più alta concentrazione  delle suddette sostanze), in grado di stimolare l’attività del fegato e dei reni. La cicoria possiede inoltre proprietà digestive, lassative (grazie alla presenza di sostanze come chicorine e colina) e diuretiche. Attraverso le sostanze amare presenti nella cicoria, viene infatti stimolata la digestione, ma anche il drenaggio del fegato e della colonna vertebrale. Le miscele contenenti cicoria sono inoltre efficaci nel trattamento di problemi di gastrite, enterocolite, vermi intestinali ed emorroidi. Dalle foglie fresche di cicoria viene ottenuto un succo dalle proprietà digestive, mentre se lasciate macerare si origina un decotto naturale spesso impiegato contro la stitichezza cronica. Dalla pianta vengono poi ricavati estratti erboristici considerati utili in caso di meteorismo, stitichezza e colon irritabile.

Altri casi in cui la cicoria si rivela molto utile sono: acne, anemia, anoressia, problemi cardiaci, artriti, astenia, disturbi del fegato e della colecisti, congestione epatica, disturbi della milza, depressioni, dermatosi, diminuzione delle secrezioni biliari, emicrania, foruncolosi, epatite, idropisia, ittero, infezioni dell’apparato urinario, insufficienza biliare, litiasi, stanchezza, febbre e reumatismi.

Vari studi dimostrano poi che l’inulina contenuta nella pianta riduce notevolmente il rischio di cancro intestinale, mentre il tannino funziona come astringente, disinfettante, tonico ed ha un leggero effetto antibiotico.

Come utilizzare la cicoria

In cucina, la cicoria è comunemente aggiunta fresca nella preparazione di insalate. Le sue foglie possono comunque essere consumate sia crude che cotte. Il contenuto di alcuni derivati dell’acido caffeico ha poi determinato l’utilizzo della pianta nella preparazione di bevande simili al caffè.

Una tazza di infuso di cicoria prima di cena stimola inoltre la digestione ed è consigliata negli stati di nervosismo, astenia, tosse. Per prepararlo, mescolare due cucchiai di cicoria in un litro di acqua bollente e lasciar riposare per 10-15 minuti.

Per ottenere un decotto, bisognerà invece versare una piccola quantità di radice secca di cicoria in un litro di acqua bollente; lasciare quindi raffreddare per circa 15 minuti.

Per preparare succhi di cicoria (ad effetto disintossicante) sarà poi sufficiente bollire 1 litro di infuso di cicoria e mescolarlo con 1 kg di zucchero, fino a quando il liquido non diventerà denso, come uno sciroppo.

Le foglie di cicoria sono infine efficaci in bendaggi in caso di tagli e contusioni.

Controindicazioni

Il ricorso alla cicoria è sconsigliabile in caso di gastrite, calcoli, coleocistite o di ulcera peptica. Se assunta ad alte dosi e per periodi prolungati, la cicoria potrebbe inoltre avere come effetto collaterale la riduzione dell’assorbimento di alcuni farmaci (come i beta-bloccanti), solitamente prescritti per abbassare la pressione sanguigna e regolare la frequenza cardiaca. Per via della sua azione utero-stimolante, va infine utilizzata sotto consulto medico durante la gravidanza.