Se si desidera avere un bambino, conoscere le fasi del ciclo mestruale e come calcolare la sua durata si rivela di fondamentale importanza. Con il termine ‘ciclo mestruale’ è innanzitutto doveroso specificare che si intende l’intervallo di tempo che intercorre tra una mestruazione e l’altra, durante il quale, sotto la spinta degli ormoni, hanno luogo quei complessi cambiamenti fisiologici che rendono possibile la gravidanza.

Ogni ciclo mestruale dura in media 28 giorni: l’inizio del ciclo coincide con il primo giorno di flusso mestruale, mentre si conclude il giorno che precede l’inizio della mestruazione successiva. Se il ciclo è regolare (ovvero di 28 giorni circa), l’ovulazione avviene intorno al 14°/15° giorno. La regolarità del ciclo mestruale è strettamente legata al controllo ormonale del fenomeno, cui partecipano principalmente ipotalamo, ipofisi ed ovaie. Gli ormoni secreti da queste strutture, determinano le varie fasi del ciclo mestruale, ovvero: fase mestruale (giorni 1 – 5); fase proliferativa (giorni 6 – 14) che porta alla maturazione del follicolo; fase ovulatoria (giorno 14 – 15) in cui si assiste alla rottura del follicolo, con conseguente espulsione dell’ovulo maturo, periodo che coincide con il momento di massima fertilità; fase secretiva iniziale (giorni 16 – 23) in cui si forma il corpo luteo e fase secretiva tardiva (24 – 28 giorni) durante la quale inizia la regressione del corpo luteo e lo sfaldamento dell’endometrio, che porterà all’inizio della mestruazione. A questo punto il ciclo può ricominciare e nel giro di un paio di settimane la coppia avrà una nuova possibilità di concepimento.

A causa di stress, stanchezza o assunzione di farmaci, il ciclo mestruale può tuttavia andare incontro a lievi irregolarità. Se le mestruazioni ritardano o anticipano di pochi giorni non c’è motivo di preoccuparsi, né di pensare immediatamente ad una possibile gravidanza. Si parla infatti in questo caso di oscillazioni assolutamente fisiologiche. Nel caso in cui i flussi mestruali si presentino molto ravvicinati, con un ciclo di durata inferiore ai 25 giorni, si parla invece di polimenorrea. Al contrario, cicli lunghi e flussi che si presentano con intervalli di tempo superiori a 36 giorni, determinano il quadro definito oligomenorrea. In questi casi non si è più di fronte ad alterazioni fisiologiche, bensì a cicli che possono essere definiti a tutti gli effetti ‘irregolari’, in presenza dei quali sarebbe opportuno consultare un medico e indagare le cause di queste anomalie.