Si parla tanto di cibo biologico e della necessità di mangiare alimenti che non siano stati trattati con agenti chimici e che siano stati coltivati nel rispetto dell’ambiente, ma, in fin dei conti, esistono davvero delle differenze con il cibo prodotto in modo tradizionale?

Una ricerca sfata il mito del cibo biologico, mettendo in luce che tra i due tipi di alimenti non esistono delle differenze così rilevanti.

La ricerca è stata condotta dall’Universita’ di Stanford, dove, sotto la guida di Dena Bravata, sono stati esaminati i risultati di migliaia di studi pubblicati tra il 1966 e il 2011 che trattavano, nello specifico, di ingredienti alimentari, della presenza di pesticidi e dei pericoli derivanti dalla presenza di tossine naturali.

I risultati della comparazione tra gli studi sono stati scioccanti e sfatano, in maniera quasi definitiva, il mito degli alimenti provenienti da coltivazioni biologiche: nessuna rilevante differenza nella presenza di vitamine, di proteine e di grassi, come non esistono differenze notevoli nella presenza di sostanze nocive per la salute. Anche i pesticidi, seppur con valori diversi, rimangono sempre sotto la soglia minima permessa dalle autorità per la salute.

Gli studiosi concludono, quindi, che le differenze tra i prodotti biologici e quelli a coltivazione tradizionale sono marginali, anche se, dal momento che nelle coltivazioni biologiche non viene fatto uso di concimi sintetici e di pesticidi, la scelta in favore di questi è un buon modo per preservare la salute dell’ambiente.