Vi avevo già anticipato – parlando di cibi pronti e surgelati – delle materie prime che vengono impegate e del processo di surgelazione. Facciamo però finta di effettuare un pasto completamente a base di prodotti surgelati, cercando di scegliere alimenti abbastanza sani, come ad esempio un minestrone di verdura per primo e del pesce per secondo. Vi sarà sicuramente capitato di farlo qualche volta…

IL MINESTRONE SURGELATO

Il minestrone è uno dei favoriti tra i surgelati presenti nel banco frigo. Ci sono sia le “minestre semplici” (quelle composte da pezzi di verdura surgelati) e quelle già condite, tra le quali rientrano anche le creme e i passati di verdura, che vengono pronte in pochi minuti. Come già abbiamo visto, più un prodotto è elaborato e più conterrà additivi per renderlo più appetibile, a prescindere dalla qualità della materia prima utilizzata. Per cominciare, è bene sapere che anche con le minestre surgelate ci si può imbattere nell’aggiunta di zuccheri, amidi e latte. Quasi sempre, l’uso del glutammato (sale) è abbondante, mentre per quanto riguarda i grassi, quello più utilizzato è comunque l’olio di oliva. Il consiglio? Fate attenzione al posizionamento in etichetta di questi ingredienti: più in alto sono e maggiore la quantità è presente. Dare un occhio anche alle tabelle nutrizionali, per vedere quante calorie contiene il prodotto, è una buona abitudine.

La scelta più sana ed economica, quindi, cade sul minestrone semplice, preparato con verdura in pezzi. Solitamente i nutrienti sono alla pari (se non superiori) a quelli dei minestroni preparati con verdura fresca, per la semplice ragione che la verdura del mercato spesso ha delle perdite di vitamine e nutrienti dovute al fatto che la verdura viene lasciata esposta al sole o al vento in attesa di essere venduta, mentre quella surgelata viene raccolta matura e poi subito lavorata con una tecnica chiamata blanching (immersione rapida in acqua bollente salata) per neutralizzare gli enzimi e garantire una migliore conservazione.

La qualità di queste minestre è dunque alta, l’igiene garantita. Bisogna solo fare attenzione alla composizione delle buste: a volte la quantità di verdure povere (come le patate e le carote) supera di gran lunga quelle più costose e nutrienti, come i legumi, e dunque indice di bassa qualità del prodotto.

IL PESCE SURGELATO

Il preferito dai bambini? I famosi bastoncini di pesce, che ormai hanno invaso qualunque mensa scolastica. I due nodi critici, qui, sono la quantità e la qualità di partenza del pesce e la panatura. Infatti, la dicitura “merluzzo” comprende 19 diverse varietà di pesce e non tutte hanno la stessa qualità. Difficilmente si trova, sulla confezione, la specie esatta utilizzata per il prodotto (cosa che è invece necessaria per il pesce non processato e congelato). Non sempre poi si tratta del filetto: si può benissimo trattare di composti macinati, che includono diverse parti del pesce, magari meno pregiate. Il pesce costituisce all’incirca il 60% del prodotto, il che significa che il restante 40% è panatura, meno sana di quella casalinga e con un eccesso costante di grassi (circa il 15% dell’intero prodotto) e di scarsa qualità (in etichetta vengono indicati “oli vegetali” non meglio precisati). Vi sono poi additivi di vario tipo, tra cui i coloranti.

Consigli? Se proprio non si riesce a panare il pesce in casa, almeno cuocete i bastoncini pronti in forno, senza l’aggiunta di altri grassi per friggerli o cuocerli in padella. Trasudano olio anche senza averne aggiunta neanche una goccia.